Alphabet e AI: il calcolo dietro la mossa da 38 miliardi di Buffett

Berkshire Hathaway ha aumentato dell'83% la partecipazione in Alphabet nel secondo trimestre 2026, portandola a 37,8 miliardi di dollari. La mossa non è una scommessa qualsiasi sul tech: è la correzione di un'occasione mancata e un modo per esporsi all'intelligenza artificiale attraverso un gruppo già fortemente redditizio, mentre la holding di Omaha torna a comprare dopo 14 trimestri di vendite nette.

Un podio azionario ridisegnato: Alphabet vale quasi il 12% del portafoglio USA

Al 30 giugno 2026, Alphabet rappresentava 37,8 miliardi su un totale di 323,8 miliardi di azioni quotate negli Stati Uniti, pari all'11,7% (37,8 ÷ 323,8). Dietro restano solo Apple (66 miliardi) e American Express (51,3 miliardi).

PartecipazioneValore al 30 giugno 2026Quota sul portafoglio USA
Apple66 miliardi USD20,4%
American Express51,3 miliardi USD15,8%
Alphabet37,8 miliardi USD11,7%

Un calcolo ulteriore mostra quanto il podio sia concentrato: 66 + 51,3 + 37,8 = 155,1 miliardi, cioè 155,1 ÷ 323,8 = 47,9%. In pratica, quasi metà del portafoglio azionario USA di Berkshire dipende da tre soli titoli.

Alphabet ha superato Coca-Cola e conquistato il terzo posto. La costruzione della posizione è stata rapida: Berkshire aveva iniziato ad accumulare Alphabet nel terzo trimestre 2025 con circa 17,85 milioni di azioni (4,9 miliardi di dollari), salite a 57,8 milioni a fine marzo 2026 e a quasi 106 milioni al 30 giugno. In tre trimestri la quota è cresciuta quasi sei volte. Anche l'83% dichiarato trova riscontro nel conteggio dei titoli: (106 – 57,8) ÷ 57,8 = 83,4%, arrotondato all'83%.

Perché AI e non una startup: il profilo di Alphabet si adatta alla filosofia Berkshire

La posizione include un investimento da 10 miliardi di dollari annunciato a giugno 2026 per l'espansione dell'infrastruttura di intelligenza artificiale di Alphabet. Ma il gruppo poggia già su ricerca online, pubblicità digitale e YouTube: attività che generano profitti e capitale mentre finanziano la nuova espansione.

Grafici finanziari in crescita e monete d'oro sullo skyline di un distretto degli affari, simbolo dell'investimento in tecnologia
Il forte aumento dell'investimento in Alphabet rappresenta la fiducia di Buffett nel potenziale della tecnologia e dell'intelligenza artificiale.

Questo è il collegamento chiave: Berkshire non ha scelto una scommessa AI isolata, ma ha trasformato una partecipazione passata da 4,9 a 37,8 miliardi in tre trimestri. L'esposizione all'AI arriva così attraverso la stessa Alphabet che già produce utili: un modo per partecipare alla corsa all'infrastruttura tecnologica senza separare l'innovazione dalla sostenibilità economica.

È una configurazione coerente con la tradizione di Berkshire: non una giovane società tecnologica alla ricerca di un modello sostenibile, ma un'azienda capace di produrre utili e autofinanziare l'innovazione. Buffett ha rivendicato la scelta, spiegando alla CNBC che l'idea di investire in Alphabet era stata sua e che continua a confrontarsi con Greg Abel sull'allocazione del capitale.

La liquidità scende e Berkshire torna compratrice: il segnale della transizione Abel

Nel secondo trimestre 2026 Berkshire ha acquistato azioni per 23,5 miliardi di dollari a fronte di vendite per 3,7 miliardi, interrompendo una serie di 14 trimestri con saldo negativo. La cassa è scesa da 380,2 a 364,7 miliardi: un calo di 15,5 miliardi, pari a circa il 4% del totale (15,5 ÷ 380,2).

La riduzione della liquidità non è un dettaglio. Rappresenta il primo grande banco di prova della transizione tra Buffett e Abel: dopo anni di accumulo, la holding torna a impiegare capitale su una scala rilevante. E Alphabet è il veicolo scelto per farlo.

Dal punto di vista del lettore, il margine resta comunque ampio: 364,7 ÷ 37,8 = 9,7, quindi la liquidità residua è quasi dieci volte il valore dell'intera partecipazione Alphabet. Anche dopo questa svolta, Berkshire mantiene un cuscinetto enorme per assorbire correzioni o finanziare nuovi acquisti.

Alphabet non è solo una nuova partecipazione: è il terzo pilastro azionario di Berkshire e insieme il primo test concreto della nuova fase operativa guidata da Greg Abel.

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