Ape Beni Culturali: Certificazione, a Cosa Serve, Come si Ottiene

L’acronimo APE sta ad indicare uno speciale documento denominato Attestazione di Prestazione Energetica che è normato giuridicamente dalla legge 09/2013 che ne ha stabilito i casi di obbligatorietà, le modalità di redazione e la durata.

Tutti gli immobili, indipendentemente dalla destinazione d’uso, sono tenuti a dotarsi un’ Attestazione di Prestazione Enegetica ivi compresi gli immobili soggetti a vincolo culturale o paesaggistico (ape beniculturali). Non esiste una disciplina giudica che si applica a tali categorie di immobili, pertanto le linee guida sono le stesse di immobili privi di tali vincoli e sono riconducibili a quanto indicato dalla legge 09/2013. L’ape viene redatta obbligatoriamente da un professionista accreditato ( in possesso cioè di competenze specifiche in materia e con requisiti in termine di formazione ed aggiornamento) e può essere tranquillamente definito come una certificazione che attesta l’efficienza energetica di un immobile.

Il certificatore energetico, nella stesura del documento, è tenuto ad effettuare un sopralluogo degli ambienti e verificare una serie di parametri che andranno a determinare l’indice di prestazione energetica. Sono ricompresi, nella valutazione, la qualità degli infissi, gli impianti di climatizzazione estiva ed invernale, la ventilazione meccanica, la produzione di acqua calda sanitaria, l’illuminazione artificiale e il trasporto di cose e persone (solo in caso di immobili non residenziali).

Una volta estrapolati i parametri sopra indicati, il certificatore energetico, inserirà i dati in un speciale programma di calcolo tecnologicamente avanzato che elabora un indice finale di prestazione energetica ed elabora una classe energetica dell’immobile. A tutela e trasparenza dell’elaborazione delle certificazioni, il legislatore ha previsto che tutti i professionisti del settore debbano utilizzare nel sistema di calcolo un sofware omologato dalla legge con requisiti pre determinati.

La certificazione

L’Attestato di prestazione energetica, deve obbligatoriamente indicare una lunga serie di dati. In primo luogo viene richiesta la destinazione d’uso del fabbricato a cui si riferisce ( residenziale o non residenziale) e, immediatamente dopo, l’oggetto dell’attestato (il motivo per cui viene rilasciato).

Nel quadro successivo il certificatore va ad elencare i dati che identificano specificatamente l’immobile ( la regione di appartenenza, l’indirizzo, l’anno di costruzione la superficie riscaldata utile espressa in metri quadri ed il volume lordo riscaldato in metri cubi). Seguono i dati catastali del fabbricato. Sempre sul frontespizio della certificazione, il professionista riporta i servizi energetici presenti nel fabbricato barrando le apposite caselle già prestampate.

In ultimo, vi è lo spazio in cui vengono esposti i dati elaborati dal software in base ai parametri indicati dal certificatore: La classe energetica viene elaborata utilizzando una scala di 10 valori di efficienza espressi in lettere (da A4 valore più alto e virtuoso, fino a G ultimo gradino della scala e valore meno efficiente). Immediatamente di fianco alla scala di valori, vi è l’indicazione del cosiddetto indice di prestazione energetica (EPgl,nrn) ossia il rapporto tra i KW necessari per metro quadro all’anno per ricreare una condizione di comfort ottimale del fabbricato (viene anche definito come indice di consumo).

L’indice così elaborato, viene paragonato con quello che avrebbe, a parità di superficie, esposizione etc, un immobile di nuova costruzione. Nelle pagine seguenti della certificazione, vi sono le migliorie che il professionista consiglia di adottare nel fabbricato in modo da ottenere un efficientamento energetico e quale valore massimo si potrebbe ottenere. La certificazione, riporta i dati del professionista che ha redatto il documento, viene firmata dal certificatore e consegnata al richiedente. L’Ape ha una durata di validità di 10 anni.

Casi di obbligatorietà

La redazione del documento è obbligatoria sia per i fabbricati soggetti a vincolo culturale (beni di interesse storico, archeologico e culturale di proprietà pubblica, ecclesiastica e privata) sia per quelli sottoposti a vincolo paesaggistico ( ville di particolare pregio) nei seguenti casi:

  • Quando il bene è oggetto di transazioni a titolo oneroso (compravendita del bene)
  • Quando il fabbricato è oggetto di transazioni a titolo gratuito ( donazione)
  • In caso di locazione dell’edificio 
  • In caso di annuncio di vendita o locazione del bene su mezzi di informazione (giornali, testate on line)
  • Quando il fabbricato è oggetto di riqualificazione energetica o lavori importanti di ristrutturazione

Gli edifici che sono soggetti alla presenza del pubblico sono tenuti ad esporre in modo visibile la certificazione.

Come si ottiene

La certificazione di ottiene richiedendola al professionista abilitato alla redazione. Il costo del documento non è fisso, ma varia in relazione al certificatore scelto.

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