Pensione di Cittadinanza: Quanto è, Cos’è, Requisiti e a Chi Spetta

Il DEF, ovvero il Documento di Economia e Finanza recentemente approvato dal Governo Di Maio e Salvini, ha inserito anche il concetto di pensione di cittadinanza, argomento ritenuto fondamentale da parte della popolazione italiana che vive in condizioni economiche non proprio ottimali e che rientra nella categoria dell’estrema povertà. Ecco quali sono tutte le diverse novità che devi necessariamente conoscere per quanto riguarda questa manovra approvata recentemente da parte del nostro Governo.

Nei recenti mesi si è parlato parecchio del reddito di cittadinanza, ovvero quella somma di denaro che sarebbe stata attribuita ai lavoratori, disoccupati e inoccupati che non raggiungono una soglia di denaro tale da uscire dalla condizione di estrema povertà, garantendo loro l’occasione di vivere una vita leggermente migliore e allo stesso tempo di dedicarsi completamente alla ricerca di un impiego.

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Legge di Bilancio 2019: Cosa Contiene e Novità Inserite

Il DEF è stato finalmente presentato e dopo settimane di incertezza saprai che a vincere è stata la volontà di Movimento Cinque Stelle e Lega, le quali hanno ottenuto non solo l’innalzamento del rapporto deficit/PIL al 2,4% per l prossimo triennio, ma anche l’inserimento di tutte le misure promesse in campagna elettorale nella prossima Legge di Bilancio. Qui di seguito ecco tutte le novità inserite nel DEF e che saranno presentate nella futura Legge di Bilancio.

Le principali novità presentate nel DEF

Tra le novità presentate nel DEF e che andranno a formare quella che sarà l’ultima Legge di Bilancio che passerà al vaglio della attuale Commissione Europea, le più importanti sono quelle riguardanti l’introduzione del reddito di cittadinanza e della flat tax, ovvero due misure che sono state fortemente volute dal Movimento Cinque Stelle da un lato e dalla Lega dall’altro. Tuttavia, prima di passare all’analisi delle due misure in questione, risulta necessario ricordarti ancora come ciò che sicuramente farà discutere il mondo della politica nelle prossime settimane sia la decisione di arrivare ad un rapporto deficit/PIL del 2,6% per i prossimi 3 anni: questa scelta è stata imposta da Lega e Movimento Cinque Stelle per finanziare gran parte delle misure che andranno a formare la prossima Legge di Bilancio.

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Reddito di Cittadinanza Ultime Notizie: Cosa è stato approvato nel DEF

Il contestatissimo e discusso reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del movimento cinque stelle, sta arrivando ad una conclusione definitiva. Il sussidio anti-povertà proposto dal vice ministro di Maio, secondo quanto affermato dallo stesso, andrebbe fatto subito, per far fronte ai milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà e che a stento riescono a raggiungere la fine del mese.
Rimane però un problema fi fondo non indifferente affinché la proposta sia effettivamente attuabile.

I fondi per il reddito di cittadinanza

Difatti il Ministro all’Economia Giovanni Tria, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, espone il problema in termini puramente economici affermando che per poter attuare e mettere in pratica il sussidio servirebbero all’incirca 15 miliardi di euro, più altri 2 miliardi per ripristinare i centro per l’impiego, luoghi preposti per accogliere o meno le richieste da parte dei cittadini bisognosi. Per poter quindi mettere in atto il piano l’esecutivo avrebbe pensato ad una trattativa con l’Europa, in modo da ottenere dal parlamento di Bruxelles, una flessibilità dello 0,5 % oltre a 3,4 miliardi di euro del Fondo Sociale europeo.

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Record dello Spread Italiano: Quando si sono Verificato nella Storia e Perchè i record dello Spread

Ritorna in maniera preponderante l’argomento spread, parametro che viene utilizzato come indice di affidabilità economica degli Stati in zona euro. Da sempre, se lo spread scende l’Italia può tirare un sospiro di sollievo mentre se sale diventa fonte di forte preoccupazione. Ma cos’è lo spread? In termini economici, lo spread è una differenza percentuale, espressa in numeri con tre cifre, tra due diversi titoli di stato: quelli italiani e quelli tedeschi.

Nello specifico lo spread è dato dalla differenza tra i bund tedeschi e i BTP italiani (Buoni del Tesoro Pluriennali decennali). Per la determinazione dello spread vengono presi come parametro di riferimento proprio i titoli di Stato tedeschi perché la Germania, nella zona euro, rappresenta lo Stato più solido dal punto di vista economico e quello finanziariamente più affidabile. Nel corso degli ultimi anni, spesso e volentieri si è sentito parlare di spread e in alcuni casi questo ha destato non poche preoccupazioni tra gli economisti, ma vediamo quando lo spread italiano ha toccato i suoi record massimi storici.

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Cos’è il Trading Online e Come puoi fare per Iniziare ad Investire

Se sei alla ricerca di un modo per arrotondare le tue entrate sicuramente ti sarai imbattuto nel trading online, cioè gli investimenti finanziari online che consentono di monetizzare in breve tempo i propri guadagni. Ecco cosa sapere prima di iniziare a investire.

I mercati del trading online

Il trading online negli ultimi anni ha avuto sempre più successo. I motivi sono diversi, si parte dalla crisi economica che ha lasciato molti senza reddito e con la necessità di avere entrate, fino ad arrivare alla voglia di mettersi in gioco con nuove sfide. Tra gli elementi che hanno decretato il successo del trading online c’è la varietà di mercati in cui è possibile investire, la possibilità di vedere come fare trading anche da casa nel tempo libero e la completa gestione degli investimenti. Questo non vuol dire che tutto sia semplice, per poter avere guadagni è necessario adottare metodo, conoscenza, studio. I guadagni del trading online arrivano dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita dei titolo sul quale si investe. Si può investire nel mercato delle monete, delle azioni, delle materie prime e degli indici, proprio come nella borsa tradizionale, ma qui si possono investire anche pochi centesimi e avere, in proporzione, buoni guadagni.

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Flat Tax e Pace Fiscale: tutte le ultime Novità

La Flat Tax – letteralmente tassa piatta – viene calcolata sul reddito delle famiglie e, talvolta, delle imprese. Si tratta di un sistema di tassazione che si fonda su un principio fisso e costante, che non si avvale del metodo progressivo.

Questo sistema di tassazione diretto è tra i più antichi della storia del fisco e, se vogliamo, dell’umanità e difficilmente viene adoperato nelle economie più sviluppate ed avanzate. Queste, piuttosto, promuovono un tassazione basata su un’aliquota progressiva che aumenta in modo proporzionale rispetto al reddito annuo.

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Ravvedimento Operoso: Cos’è, Calcolo, come Funziona e Vantaggi

In alcuni casi, in assoluta buona fede da parte del debitore e senza nessuna volontà di omettere dati alla dichiarazione dei redditi, può capitare che in sede di compilazione alcune voci sfuggano alla compilazione e siano suscettibili di generare, a seguito di controlli eseguiti dal sistema e dagli operatori dell’Agenzia di riscossione, pesanti impatti sulle tasche del contribuente in termini di spese e sanzioni per sanare quello che si configura come un vero e proprio illecito amministrativo. Accortisi dell’errore, però, i contribuenti possono rimediare attraverso la compilazione di un modulo integrativo all’interno del quale dichiarano le voci omesse in dichiarazione e corrispondono un importo in misura ridotta rispetto alla sanzione prevista per omesso versamento. Scopriamone insieme tutte le caratteristiche e le modalità di calcolo.

Innanzitutto è importante considerare che il ravvedimento operoso è una procedura che si può espletare unicamente se il contribuente decide di corrispondere in modo del tutto spontaneo l’importo dell’imposta inizialmente dovuta, gli interessi calcolati sulla base del tasso effettivo legale e delle sanzioni applicate comunque in misura frazionale rispetto a quanto previsto dalla legge.

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NoiPa Cedolino Stipendio Login: Accesso all’Area Riservata, Ecco come Fare

Il nuovo portale dei dipendenti della Pubblica Amministrazione rappresenta una soluzione innovativa per visualizzare e scaricare documenti di particolare importanza come, ad esempio, il proprio foglio paga e la Certificazione Unica, resa disponibile ogni anno dal datore di lavoro. Scopriamo insieme come effettuare l’accesso all’Area Riservata del portale NoiPa Cedolino Stipendio.

Come abbiamo già accennato in precedenza, NoiPA è un portale molto innovativo dal punto di vista dei contenuti e delle funzionalità che permette la gestione dei dati dei dipendenti che vengono amministrati tramite il portale, l’elaborazione dei dati sia dal punto di vista fiscale, giuridico ed economico, la gestione e rilevazione di presenze e assenze del personale e la fornitura di documenti, consultabili e scaricabili dal dipendente, di particolare importanza. Ma quali sono i fruitori di questo portale? Si tratta, in effetti, di una gamma molto ampia di soggetti quali:

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Escapologia Fiscale: come Pagare Meno Tasse Legalmente, cos’è il Corso e quali Vantaggi Offre

Le tasse rappresentano per tutti un vero e proprio incubo, un impegno al quale assolvere che, in mancanza, può portare multe e sanzioni. Spesso si sente dire che aguzzare l’ingegno consente di inventare delle soluzioni per evitare di pagare, o pagare di meno, in maniera assolutamente legale. Esistono infatti delle tecniche, assolutamente collaudate, che consentono proprio a tutti di sfuggire dalla pressione fiscale e pagare meno tasse. Logicamente, trattandosi di un corso teorico pratico, è importante che l’iscritto si applichi con serietà allo studio delle materie che rappresenta una esposizione generale delle varie dinamiche italiane, insieme agli strumenti di superamento di alcuni ostacoli che contrastano con la realizzazione personale.

L’imprenditore e il libero professionista solo le categorie maggiormente vessate dal sistema di tassazione che, statistiche alla mano, è il più gravoso rispetto al resto delle nazioni. Il guadagno viene praticamente azzerato dai versamenti periodici, per questa ragione occorre porre rimedio ed individuare delle soluzioni concrete che possano consentire uno slancio in avanti. In Italia le persone volenterose che hanno desiderio di successo sono certamente quelle più penalizzate, lo Stato invece di premiare coloro che vogliono mettersi in proprio li tartassa con provvedimenti ingiusti. Molti, decidendo di voltare pagina, si recano all’estero per iniziare una nuova vita. Anzi, sono proprio le nazioni estere che, conoscendo la situazione italiana invogliano gli imprenditori e i professionisti di lanciarsi in una nuova avventura.

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CV, incarichi e lavori di Guido Tabellini

Laureatosi a Torino nel 1980 in Economia, si è poi specializzato all’estero, in Università prestigiose. Dapprima, infatti, ha conseguito il dottorato alla UCLA, per poi diventare professore associato a Stanford. Dopo aver arricchito il curriculum di queste esperienze californiane, ha fatto ritorno in Italia, vincendo subito il concorso come ordinario di Economia politica a Cagliari prima, a Brescia poi. Nel 1994 è già alla Bocconi, dove affronta tutto il cursus honorum, fino ad essere nominato Rettore nel 2008.

Nei quattro anni precedenti aveva diretto l’IGIER, l’Istituto bocconiano per la Ricerca Economica, nato negli anni Novanta con lo scopo di arginare la fuga di cervelli che, già allora, gli Atenei italiani stavano subendo: Tabellini stesso era stato fra questi negli anni Ottanta, trasferendosi in California appena laureato. La Bocconi aveva previsto l’emergenza che sarebbe derivata dalla fuoriuscita di talenti economici dal nostro Paese e aveva così messo in piedi questo Istituto, che offrisse ai giovani talenti un ambiente di ricerca e stimoli paragonabili a quelli che avrebbero potuto trovare negli USA. Chi poteva dirigerlo meglio di Tabellini, dunque, che era passato in prima persona da tale esperienza?

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Cariparma Nowbanking Privati: Caratteristiche, Specifice e Come Accedere al Conto

Cariparma Nowbanking è un servizio che se operi molto spesso sfruttando il web rappresenta una valida opportunità per svolgere tutte le diverse operazioni col tuo conto in maniera tanto rapida quanto efficace. Ecco quello che devi sapere dello stesso servizio. Quando si fa riferimento a questo servizio si parla di un tipo di proposta telematica offerta da Cariparma che ti consente di svolgere tutte le varie operazioni che effettueresti recandoti presso lo sportello bancario classico.

Questo servizio, oltre essere pratico e poter essere sfruttato anche direttamente dai dispositivi mobili, è sicuro e protetto da una serie di codici che permette di evitare che figure esterne possano accedere al tuo conto ed effettuare operazioni al posto tuo. Con questo servizio potrai effettuare pagamenti, emettere bonifici direttamente dal web, controllare l’estratto conto svolgere diverse altre operazioni che vengono comunemente effettuate presso la banca, tutte sfruttando la comodità della tua casa. Pertanto questo servizio è utile per te che hai poco tempo di recarti in banca e svolgere tutte queste operazioni.

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Mafie del Nord

L’espansione delle mafie in aree diverse da quelle di genesi storica è ormai di lunga data. Il fenomeno è stato spesso spiegato equiparando la diffusione mafiosa a una patologia contagiosa che aggredisce un corpo sano, oppure rappresentando i gruppi mafiosi alla stregua di eserciti in armi che invadono e conquistano nuovi territori. Un’analisi approfondita mostra una situazione alquanto diversa, assegnando un ruolo cruciale alle condizioni economiche e politiche delle società locali.

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Università in declino

Il tema dell’istruzione e della formazione di capitale umano qualificato è sempre più riconosciuto come fattore cruciale per uno sviluppo economico solido e capace di coesione sociale.

Dopo aver già analizzato il tema dell’istruzione secondaria (2015), la Fondazione Res dedica il suo Rapporto annuale all’istruzione universitaria nel nostro paese: le iscrizioni, le carriere e i servizi per gli studenti, l’offerta didattica e la qualità della ricerca, il trasferimento tecnologico e il contributo allo sviluppo economico dei territori, le modalità di finanziamento sono solo alcuni degli aspetti affrontati nel volume. Ne emerge l’immagine di un’università in declino, con un peso e un ruolo fortemente ridimensionati rispetto a quanto accade nel resto dei paesi avanzati. In controtendenza rispetto agli altri contesti nazionali, in particolare in Europa, l’Italia ha visto sensibilmente calare gli studenti iscritti e i laureati. Si è inoltre ridotto il numero dei docenti ed è diminuito l’impegno finanziario pubblico.

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I divari nelle competenze tra nord e sud

La formazione di capitale umano qualificato è uno dei fattori all’origine della crescita economica. In questi anni di crisi, il Mezzogiorno sta sperimentando forti difficoltà nel produrre e valorizzare un tale capitale. Le ragioni di siffatta situazione dipendono non soltanto dai noti fenomeni legati all’emigrazione di giovani con livelli elevati di istruzione, ma anche dai cospicui ritardi negli apprendimenti e nelle competenze di base degli studenti meridionali. Questi risultati, spesso richiamati da indagini ufficiali e dalla letteratura scientifica, vengono confermati e approfonditi dal Rapporto Res 2014.

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“Meriti” e “bisogni” nel finanziamento del sistema universitario italiano

“Meriti” e “bisogni” nel finanziamento del sistema
universitario italiano
Antonio Banfi e Gianfranco Viesti
1. Contenuti, organizzazione e principali conclusioni del lavoro
Il presente lavoro ha l’obiettivo di analizzare le decisioni e le regole che hanno determinato
tanto l’ammontare del finanziamento del sistema universitario nazionale quanto i criteri di
allocazione fra le singole sedi universitarie; nell’ultimo ventennio, ma con un’attenzione
particolare agli anni successivi al 2008, anni nei quali si sono registrati notevoli
cambiamenti. Al tempo stesso si intende valutare – almeno in parte – l’impatto di queste
regole. In particolare si cercherà di discutere se e in che misura tali regole rispondano
effettivamente a criteri che premiano il “merito” dei soggetti coinvolti e quanto siano in
grado di soddisfare il notevole “bisogno” di istruzione terziaria nel nostro paese.
Il lavoro è organizzato come segue.

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La corruzione politica al Nord e al Sud

La corruzione politica al Nord e al Sud
I cambiamenti da Tangentopoli a oggi
a cura di Rocco Sciarrone
Hanno contribuito al lavoro di ricerca e alla stesura del rapporto:
Marco Betti, Luciano Brancaccio, Sandro Busso,
Graziana Corica, Vittorio Martone, Vittorio Mete,
Attilio Scaglione, Antonio Vesco
Rapporto RES 2016


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Collana della Fondazione RES, diretta da P.F. Asso e C. Trigilia, Donzelli Editore
o Vol. 1, Remare controcorrente. Imprese e territori dell’innovazione in Sicilia, a cura di
P.F. Asso e C. Trigilia, anno 2010
o Vol. 2, Alleanze nell’ombra . Mafie ed economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno, a cura di
R. Sciarrone, anno 2011
o Vol. 3, Il cambiamento possibile . La sanità in Sicilia fra Nord e Sud. A cura di E.
Pavolini, anno 2011
o Vol. 4, La nuova occasione. Città e risorse locali in Sicilia e nel Mezzogiorno, a cura di P.
Casavola e C. Trigilia, anno 2012
o Vol. 5, Dall’isola al mondo . L’internazionalizzazione leggera in Sicilia, a cura di P.F.
Asso e C. Trigilia , anno 2013
o Vol. 6, Collaborare per crescere. La cooperazione fra imprese al Nord e al Sud, a cura di
P.F. Asso e E. Pavolini, anno 2014
o Vol. 7, Mafie del Nord. Strategie criminali e contesti locali, a cura di R. Sciarrone, anno
2014
o Vol. 8, L’istruzione difficile . I divari nelle competenze fra Nord e Sud, a cura di P.F Asso,
L. Azzolina e E. Pavolini, anno 2015
o Vol. 9, Università in declino. Un’indagine sugli atenei da Nord a Sud, a cura di G.
Viesti, anno 2016
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Fondazione RES – Istituto di Ricerca Economia e Società in Sicilia sostenuto dalla
Fondazione Sicilia e da Unicredit S.p.A.
Presidente: Carlo Trigilia
Coordinatore scientifico: Pier Francesco Asso
Consiglio di amministrazione: Carlo Trigilia (Presidente), Salvatore Butera, Maurizio Caserta,
Sebastiano Musso, Giovanni Puglisi
Collegio dei revisori dei conti: Giovanni Nicoletti (Presidente), Pietro Lungaro, Antonino Messina
Comitato scientifico: Giovanni Puglisi (Presidente), Arnaldo Bagnasco, Alessandro Bellavista,
Salvatore Butera, Giuseppe Campione, Maurizio Caserta, Leandra d’Antone, Carlo Dominici,
Alberto Quadrio Curzio, Elita Schillaci, Gianfranco Viesti
Direttore: Raffaele Bonsignore
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La ricerca è stata coordinata da Rocco Sciarrone per la Fondazione RES.
Componenti del gruppo di ricerca: Marco Betti, Luciano Brancaccio, Sandro Busso, Graziana
Corica, Vittorio Martone, Vittorio Mete, Attilio Scaglione, Antonio Vesco.
Ringraziamo Eugenio Graziano, Federico Sofritti e Bianca Sonnini, che hanno collaborato ad
alcune fasi del lavoro di ricerca.
Siamo inoltre grati a Marie Antoinette La Mantia per la disponibilità e la puntuale collaborazione
sul piano amministrativo e organizzativo.
5
Indice
Premessa………………………………………………………………………… 7
Capitolo I – Alla ricerca della corruzione politica……..…………………………. 11
1.1 Il quadro di sfondo……………………………………………………. 12
1.2 Corruzione percepita e corruzione emersa…………………………….. 16
1.3 Il disegno della ricerca………………………………………………… 22
1.4 Uno sguardo di insieme sui dati. ….…………………………………… 29
Capitolo II – Le forme della corruzione: una mappa dei reati……………………. 38
2.1 Una panoramica dei reati……………………………………………… 39
2.2 I reati nel tempo………………………………………………………. 42
2.3 La distribuzione territoriale dei reati……………………………………. 45
2.4 L’evoluzione delle macro-aree: spazio-tempo dei reati…………………. 47
2.5 Reati e scambi: utilizzo delle risorse, stabilità e livelli istituzionali……….. 49
2.6 Considerazioniconclusive……………………………………………… 50
Quadro di sintesi…………………………………….…………………….. 52
Capitolo III – Risorse, scambi, settori……………………………………………. 53
3.1 Le risorse scambiate dal corruttore……………………………………. 53
3.2 Le risorse scambiate dal corrotto……………………………………… 56
3.3 Entità delle risorse scambiate…………………………………………. 59
3.4 Finalità dello scambio………………………………………………….. 61
3.5 Stabilità/occasionalità dello scambio…………………………………… 63
3.6 Settori interessati dagli scambi…………………………………………. 66
Quadro di sintesi…………………………………………….……………. 68
Capitolo IV – Livelli di governo e istituzioni……………………………………… 69
4.1 Il peso dei livelli e delle istituzioni decentrate………………………….. 69
4.2 Il ruolo delle Regioni………………………………………………….. 72
4.3 L’indebolimento dei circuiti a livello nazionale………………………… 74
4.4 Attori coinvolti nei livelli di governo e nelle istituzioni………………….. 77
4.5 La stabilità degli scambi corruttivi ai diversi livelli……………………… 81
4.6. Istituzioni e settori di attività…………………………………………. 84
Quadro di sintesi…………………………………….……………………. 86
6
Capitolo V – Gli attori e i reticoli della corruzione……..………………………… 87
5.1 Dimensione del reticolo……………………………………………….. 87
5.2 Numero di politici coinvolti……………………………………………. 90
5.3 Tipo di attori coinvolti………………………………………………… 92
5.4 Configurazioni………………………………………………………… 94
5.5 Presenza/assenza della criminalità organizzata………………………….. 96
Quadro di sintesi…………………………………….……………………. 99
Capitolo VI – Carriere politiche prima e dopo Tangentopoli…………………….. 100
6.1 Un profilo socio-demografico………………………………………… 100
6.2 L’attività politica………………………………………………………. 105
6.3 Percorsi e carriere tra Prima e Seconda Repubblica…………………….. 111
Quadro di sintesi…………………………………………….…………….. 124
Appendice A – Tabelle e grafici aggiuntivi………………………………………… 125
Appendice B – Nota metodologica……………………………………………… 143
Riferimenti bibliografici…………………………………………………………. 163
7

La corruzione politica al Nord e al Sud
I cambiamenti da Tangentopoli a oggi
Rapporto RES 2016
Sintesi della ricerca
1. Un’indagine innovativa sulla corruzione politica
La corruzione politica è considerata uno dei principali ostacoli alla crescita economica e
civile del Paese. Il fenomeno è ancor più preoccupante nel Mezzogiorno e in Sicilia, dove si
combina con l’influenza della criminalità organizzata. Mancano però dati solidi per inquadrare la
diffusione del fenomeno, il suo andamento del tempo, il radicamento nelle diverse aree del Paese,
le modalità prevalenti che assume. La Fondazione RES con il suo VIII Rapporto si è proposta di
offrire un contributo in questa direzione servendosi di due fonti interessanti di informazioni
finora non utilizzate sistematicamente: la banca dati delle sentenze della Corte di Cassazione e i
casi considerati nelle Autorizzazioni a procedere del Parlamento.
L’indagine si è concentrata sulla “corruzione politica”, intesa come quella quota dei reati
legati alla corruzione che coinvolge direttamente detentori di cariche politico-amministrative a
livello locale, regionale e nazionale (sindaci, presidenti di regione, assessori, consiglieri,
parlamentari, ecc.). La scelta di mettere a fuoco la componente politica della corruzione è
motivata dalla rilevanza che essa ha assunto, in particolare nell’ultimo trentennio, nella storia del
nostro Paese. Lo spartiacque di Tangentopoli ne costituisce una cesura profonda, tale da segnare
nell’immaginario collettivo e nelle analisi di opinionisti e studiosi un passaggio d’epoca,
rappresentato dalla transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica. La ricerca prende dunque le
mosse proprio dalla fase di Tangentopoli per interrogarsi su come il fenomeno è evoluto nel
corso del tempo, osservando in che misura si è modificato, in che modo si diffonde, quali sono
gli attori coinvolti, quali differenze emergono tra i diversi contesti territoriali.
Il metodo di indagine adottato ha permesso di selezionare dati relativi non solo ai reati di
corruzione in senso stretto, ma anche riferiti a vicende giudiziarie che riguardano evidenti episodi
di corruzione anche se essi sono stati penalmente perseguiti attraverso altre fattispecie di reato
(come i reati associativi o i reati di criminalità economica e altri). Questo ha consentito di
ricorrere a una definizione di corruzione più ampia di quella riconducibile all’ambito giuridico e
giudiziario (cioè agli articoli del codice penale specificamente dedicati alla corruzione). Al tempo
stesso, questa definizione è stata utilizzata non per analizzare la corruzione nel suo complesso
(che è fenomeno più ampio, in quanto può coinvolgere un pubblico ufficiale, per esempio un
funzionario pubblico), ma solo quei casi che coinvolgono direttamente i detentori di cariche
politico-amministrative.
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2. Una mappa della corruzione politica
Considerando i reati di corruzione in senso stretto e quelli connessi, ricavati dalle sentenze
della Corte di Cassazione, la corruzione politica appare in crescita, dopo un periodo di lieve calo
nel decennio successivo a Tangentopoli (Fig.1).
Fig. 1- Andamento dei reati per periodo e tipologia – Sentenze Corte di Cassazione (valori
assoluti)
Il fenomeno è diffuso soprattutto nel Mezzogiorno, seguito dal Nord-Ovest, mentre
nettamente più bassi sono i valori fatti riscontrare dal Centro e dal Nord-Est (le vecchie regioni
‘rosse’ e ‘bianche’) (Fig.2).
Fig.2 – Distribuzione territoriale dei reati – Sentenze Corte di Cassazione per macroaree secondo
il modello delle «Tre Italie»*
*Nel modello delle «Tre Italie» il Lazio fa parte del Sud e l’Emilia Romagna è ricompresa nel Centro, mentre nelle
ripartizioni Istat il Lazio si trova nel Centro e l’Emilia Romagna è aggregata nel Nord-est.
A livello regionale, nel Mezzogiorno, il fenomeno è maggiormente presente, specie in
regioni come la Campania, la Sicilia, la Calabria e la Puglia (fig.3). Anche la Lombardia, tuttavia,
continua a essere una delle regioni in cui l’incidenza del fenomeno corruzione politica pesa di più:
400
317
518
131
97
148
269
220
370
50
100
150
200
250
300
350
400
450
500
550
Dal 1980 al 1994 Dal 1995 al 2004 dal 2005 al 2015
Reati contestati per periodo (n=1235)
Totale Reati Reati di corruzione (art 318 – 322 c.p.) Altri Reati
Nazionale;
52; 4%
Centro; 86; 7%
Nord-est; 55;
4%
Nord-ovest;
293; 22%
Sud; 836; 63%
9
dopo il netto ridimensionamento registrato a partire dalla metà degli anni Novanta, si assiste
infatti a una ripresa ragguardevole nell’ultimo decennio.
Fig.3 – Distribuzione regionale dei reati legati alla corruzione politica. Sentenze di Corte di
Cassazione – Valori assoluti distinti per reati di corruzione e altri reati connessi
3. Le principali caratteristiche della corruzione politica
Nelle sentenze della Cassazione i reati più contestati – sempre con riferimento ai politici
considerati nella ricerca – risultano la corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (17%) e
la concussione (11%). Il finanziamento illecito ai partiti è indicato in misura minore (6%). Più
rilevanti sono invece i reati associativi (l’associazione a delinquere e quella di stampo mafioso, che
insieme raggiungono il 12%). È da notare (Fig.4) che i reati di corruzione in senso stretto restano
tendenzialmente stabili nel tempo (tra il decennio prima di Tangentopoli – 1985-1994 – e i due
successivi). Viceversa cala sensibilmente dopo il 1994 il finanziamento illecito ai partiti (dal 29%
al 7%) e salgono gli ‘altri reati’ (tra cui in particolare i reati associativi): dal 35% al 46.5%. Questi
ultimi sono in forte crescita nell’ultimo decennio, soprattutto al Sud, dove incidono per il 18%
più che altrove. I reati di corruzione sono maggiormente presenti a livello comunale (55%),
mentre quelli associativi a livello regionale (46%).
22
8
99
184
10 16
61
17
128
13 8
31
100
14
119
32
9 2 9
17
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1
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35
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2
1
13
0
50
100
150
200
250
300
Corruzione Altro reato
10
Fig. 4 – Contestazione reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e “altri reati”*.
Dati di sintesi sulle vicende giudiziarie per decennio
* Nella categoria “altri reati” sono ricompresi i reati associativi (associazione a delinquere,
associazione per delinquere di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso,
rispettivamente artt. 416, 416bis, 416ter c.p., e in più il concorso esterno in associazione di tipo
mafioso), la concussione (art. 317 c.p.), l’abuso di ufficio (art. 323 c.p.), la turbativa della libertà
degli incanti (art. 353 c.p.).
Il calo del finanziamento illecito ai partiti e l’incremento sensibile dei reati associativi
lasciano già intravedere una trasformazione significativa del fenomeno della corruzione politica in
direzione di una minore politicizzazione – intesa come ricerca di vantaggi illeciti volti
prevalentemente a sostenere i partiti – e di una strutturazione attraverso reti associative volte
all’utilizzo per fini privati della corruzione. Questa tendenza è confermata dai dati relativi alla
finalità prevalente: le risorse scambiate risultavano orientate all’arricchimento privato nel 35% dei
casi relativamente al periodo precedente a Tangentopoli, ma superano il 60% in quello
successivo. Al tempo stesso, la finalità del finanziamento illecito ai partiti era – come abbiamo
visto – pari al 42% nel primo periodo, ma scende a poco meno del 7% negli anni seguenti.
Dunque, le reti che veicolano gli scambi appaiono sempre più “privatizzate”, cioè orientate al
perseguimento di vantaggi personali.
La dimensione dei reticoli corruttivi è piuttosto ampia: essi sono costituiti da 5 o più
soggetti nel 37% dei casi tratti dalle sentenze della Cassazione e nel 55% di quelli risultanti dalle
Autorizzazioni a procedere. È da notare che la dimensione si mantiene piuttosto stabile nel
tempo con l’eccezione significativa del Sud, dove invece è in crescita. Quanto alla composizione
interna, risulta ancora ricorrente il classico triangolo politici-imprenditori-funzionari pubblici, con
gli imprenditori che sono i più presenti accanto ai politici, ma compaiono anche altre figure. A
fronte di una sostanziale omogeneità del peso sia degli imprenditori sia dei funzionari pubblici tra
Nord e Sud, si registra un più marcato coinvolgimento nei reticoli corruttivi di consulenti e
professionisti nel Nord del Paese. In crescita è inoltre la presenza della criminalità organizzata
(18% dei casi), con una più forte incidenza ancora al Sud (28%).
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
Reati di corruzione
contestati
Finanziamento
illecito ai partiti
contestato
Solo altri reati
contestati
46,7%
28,9%
35,0%
52,8%
3,7%
44,4%
48,6%
6,9%
46,5%
Corte di cassazione (n = 462)
fino al 1994 (n=180) 1995 – 2004 (n=108) dal 2005 (n=144)
11
Le reti della corruzione politica sono stabili nel tempo in oltre la metà dei casi considerati,
con risultati simili sia che si considerino le sentenze della Cassazione che le Autorizzazioni (si
tenga però presente che non sempre è possibile accertare la stabilità o la occasionalità dello
scambio). Questa tendenza appare un po’ più marcata nel Sud. Sembra inoltre che gli scambi non
occasionali siano in crescita rispetto alla fase precedente al 1994: infatti, gli scambi continuativi
crescono da poco meno del 50% a circa il 60% (per i casi risultanti dalle sentenze della
Cassazione). Le reti corruttive tenderebbero quindi a divenire sempre più strutturate e
continuative nel tempo.
Che cosa si scambia nei rapporti di corruzione politica? I corrotti offrono soprattutto un
accesso particolaristico ad appalti e affidamenti (nel 45% dei casi considerati), mentre le risorse
scambiate dal corruttore sono nella maggior parte dei casi tangenti (54%). Queste risultano più
diffuse al Nord (oltre il 60%), anche se in misura minore rispetto al periodo precedente a
Tangentopoli, mentre il voto di scambio (8%) e i favori (5%) sono maggiormente presenti nel
periodo successivo, specialmente al Sud (dove raggiungono rispettivamente il 13% e il 9%).
Come si è visto, non sempre le risorse scambiate tra corruttore e corrotto hanno una natura
monetaria, anche se le tangenti (da sole o con altre utilità o favori) sono la risorsa prevalente di
scambio. L’analisi delle vicende della Cassazione e di quelle relative alle Autorizzazioni a
procedere consentono di ricavare un quadro d’insieme dell’ammontare delle risorse monetarie
scambiate nei fatti di corruzione considerati (Fig. 5).
Fig. 5 – Entità delle risorse scambiate. Sentenze di Corte di Cassazione e Autorizzazioni (valori
percentuali)
In un numero consistente di casi, sia per le vicende della Cassazione sia per quelle delle
Autorizzazioni a procedere, non è stato possibile determinare l’ammontare dello scambio
corruttivo. Ciò è in parte da imputare alla natura non monetaria (o comunque non quantificabile
in termini strettamente economici) delle risorse scambiate (favori, voti di scambio, anche altre
utilità) e in parte alla incapacità di portare alla luce del sole, perfino in tribunale, i dettagli degli
scambi corruttivi. Le vicende il cui valore supera i 500.000 euro sono pari al 13,4% per la
Cassazione contro il 40,2% delle Autorizzazioni a procedere (la spiegazione delle differenze tra le
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
40%
Fino a 100 mila € da 101 e 500 mila

Sop ra 500 mila € Non quantificabile
(favori e benefici
materiali)
Impossibile
determinare il
valore
Autorizzazioni (n = 99) Cassazione (n = 462)
12
due fonti può essere ricondotta alla diversa scala territoriale e istituzionale: un conto sono gli
episodi che riguardano il livello locale, un altro quelli che coinvolgono decisioni che si muovono
sulla scena nazionale, più presenti nelle Autorizzazioni). Da notare, inoltre, che al Sud (fonte
Cassazione) i casi in cui lo scambio non è quantificabile, perché prende la forma dei favori e di
altri benefici materiali, sono circa il doppio (35%) di quelli che si registrano al Nord (18%). Al
Nord, invece, risultano molto più numerosi (18%) i casi il cui valore scambiato tra corrotto e
corruttore supera i 500.000 euro rispetto al Sud (9%), sia nelle vicende della Cassazione sia in
quelle delle Autorizzazioni a procedere. Oltre che al Nord, gli scambi più cospicui – vale a dire
quelli sopra i 500.000 euro – sono anche più presenti nel periodo pre-Tangentopoli. In maniera
ancora più marcata, dopo il 1994 gli scambi sembrano cambiare forma e diventare meno legati al
denaro e più ad altre modalità, come favori e altri benefici materiali.
I settori di attività dove appaiono prevalenti i fenomeni corruttivi vanno dall’edilizia
pubblica e privata ai servizi, alla sanità, alle infrastrutture, allo smaltimento dei rifiuti (Fig.6). La
corruzione nell’edilizia riguarda in netta maggioranza i Comuni (83% dei casi per l’edilizia
pubblica e 65% per quella privata), così come quella relativa a servizi pubblici, trasporti e
forniture (77%). La corruzione nel settore sanitario e nei servizi sociali si manifesta soprattutto
nelle Regioni (58,3%), mentre l’Amministrazione Centrale è maggiormente coinvolta per le grandi
infrastrutture.
Fig. 6 -Settori interessati dagli scambi per distribuzione geografica. Sentenze di Corte di
Cassazione (valori percentuali)
 La categoria “altro” si riferisce a: alberghi e ristorazione, beni immobili, calamità naturali, commercio,
editoria, energie, formazione, grandi eventi, scommesse, agroalimentari e più settori.
Gli scambi corruttivi risultano più diffusi nei Comuni e nelle Regioni, rispettivamente nel
52% e nel 25% dei casi; il coinvolgimento di questi due livelli di governo è in forte crescita a
partire dalla metà degli anni Novanta (Figg.7 e 8). Il processo di decentramento del potere locale
che si è sviluppato a partire dagli anni Ottanta ha dunque visto una progressiva crescita della
corruzione politica a livello locale e regionale (le Regioni, istituite negli anni Settanta, fanno
registrare incrementi significativi, mentre si manifesta un calo nei casi che coinvolgono
l’amministrazione centrale).
0%
5%
10%
15%
20%
25%
Centro-Nord Sud
13
Fig. 7 – Corruzione per livello principale di governo. Sentenze di Corte di Cassazione (valori %)*
* Non sono considerati i 23 casi indefiniti o non registrati.
Fig. 8 – Reati contestati per istituzioni di governo (principale). Confronto pre/post Tangentopoli
(valori %)
* Escluse le modalità «Indefinito» e «Non classificabile».
Nelle diverse aree territoriali prevale con valori simili il livello comunale (Nord 58%, Sud
57%); alcune differenze significative emergono per i casi di carattere nazionale che al Nord (13%)
hanno più rilievo che al Sud (7%) e soprattutto per il livello regionale dove la relazione è inversa
(Sud 26%, Nord 19%). Tra le regioni meridionali il ruolo della corruzione a livello di governo
regionale è ancora più rilevante in Calabria (46%) e in Sicilia (33%). Molto elevato è anche il
valore della Sardegna, ma su un numero molto limitato di casi complessivi.
14

4. Un profilo dei politici coinvolti in vicende di corruzione
Chi sono i politici coinvolti in vicende di corruzione? Sulla base dei casi considerati nelle
sentenze della Cassazione è possibile tracciarne un profilo. Anzitutto, si tratta per la quasi totalità
di uomini. Su 541 politici censiti, solo 14 sono le donne, dato pari al 2,6%: cioè una percentuale
sensibilmente inferiore a quelle, pur basse, che contraddistinguono la presenza femminile nei
diversi livelli istituzionali. L’età media si colloca intorno ai 65 anni, mentre l’età media al
momento del reato è poco sotto i 50 anni, il che farebbe pensare che si arriva alla corruzione
attraverso un percorso precedente piuttosto lungo, in seguito all’accumulo di esperienze e di
relazioni sociali necessarie per avviare e rafforzare gli scambi corruttivi. Circa la metà dei politici
corrotti opera nelle regioni del Mezzogiorno. A livello regionale prevale la Campania (17%),
seguita dalla Lombardia (11,5 %) e dalla Sicilia(11%).
Relativamente ai livelli di istruzione, sul totale del casi considerati prevalgono i laureati,
mentre la percentuale di politici in possesso di un titolo di scuola media inferiore o elementare
non arriva al 10%. Quanto alle differenze territoriali, il tasso di incidenza dei laureati aumenta
spostandosi da Nord a Sud, dove fa registrare il valore più alto (54% contro il 42% del Centro-
Nord). Andamento inverso hanno invece i titoli di studio più bassi: con oltre il 16% di politici
con titolo uguale o inferiore alla licenza media al Nord, contro il 7% del Mezzogiorno.
L’analisi delle professioni svolte richiede una precisazione. Il dato riporta infatti quanto
dichiarato dagli stessi parlamentari e amministratori locali, e non contempla una modalità
specifica per i “politici di professione”, che risulterebbe maggioritaria o quasi a fronte di carriere
mediamente piuttosto lunghe. È dunque più opportuno leggere l’informazione in termini di
professione precedentemente svolta (Fig. 9).
Fig. 9 – Politici per professione – Dato nazionale e per macroarea (n=541)
Si nota una forte prevalenza dei dipendenti pubblici e dei liberi professionisti, a cui fanno
seguito imprenditori e impiegati e tecnici. Questo assetto è pero il risultato di notevoli differenze
a livello territoriale. Infatti, il Nord si distingue per una maggior incidenza relativa degli impiegati
e degli imprenditori, mentre al Centro è osservabile una forte presenza dei dipendenti pubblici
2% 2%
6%
34%
9%
12%
26%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
40%
Artigiani,
operai
Commercianti Condizioni
non
professionali
Dipendenti
pubblici
Impiegati,
tecnici
Imprenditori Liberi
professionisti
15
(oltre il 44%). Il profilo del Sud è invece caratterizzato da una presenza particolarmente elevata di
liberi professionisti, principalmente dediti alla professione legale e a quella medica.
La categoria dei dipendenti pubblici perde di rilevanza nell’arco dei decenni, e la sua
incidenza si dimezza passando dal 46% al 23%. Per contro, imprenditori e liberi professionisti
fanno registrare una crescita costante, più spiccata per i primi (dal 7% al 19%), ma ugualmente
rilevante anche per i secondi (dal 22% al 30%). Il dato può essere letto alla luce delle
trasformazioni complessive della scena politica, e in particolare dell’ingresso di nuovo personale
principalmente all’interno di Forza Italia e Lega Nord.
I politici coinvolti in vicende di corruzione sono dunque in prevalenza uomini di circa
cinquant’anni al momento del reato, in possesso di elevati titoli di studio e con un background
professionale solido. È però ravvisabile una evoluzione temporale differente tra Nord e Sud. Se
in entrambe le aree la classe politica pre-Tangentopoli presenta caratteristiche simili, al Nord il
ricambio va nella direzione di una maggiore inclusione di figure imprenditoriali, anche con titoli
di studio più bassi. Nel Mezzogiorno, al contrario, si affermano le figure di liberi professionisti
con titoli di studio elevati, secondo un modello in cui è possibile scorgere una certa somiglianza
con le immagini più tradizionali del notabilato locale.
Quali cariche occupano in prevalenza i politici nel momento in cui vengono accertati
scambi corrotti? Nei casi risultanti dalle sentenze della Cassazione prevalgono i consiglieri dei
diversi enti locali (comune, provincia, regione) con il 53%, seguiti dai parlamentari (16%), dagli
assessori (15%), dai sindaci (13%), e dai presidenti (3%). Rispetto alla fase precedente a
Tangentopoli sono soprattutto i sindaci a crescere, mentre i parlamentari calano vistosamente;
più stabili si mantengono i consiglieri e gli assessori. La crescita dei sindaci è probabilmente da
mettere in relazione al rafforzamento di questa figura con la riforma dei primi anni Novanta,
mentre il calo dei parlamentari sembra collegarsi alla relativa perdita di peso del livello
istituzionale centrale e forse alla diminuzione degli episodi legati al finanziamento pubblico dei
partiti dopo Tangentopoli.
Non è facile stabilire l’appartenenza politica dei politici corrotti, per vari motivi. Anzitutto,
non sempre si riesce a ricavare questa informazione dalle sentenze o da altre fonti integrative.
Spesso, poi, a livello comunale, vi sono affiliazioni a liste civiche. A ciò si aggiunge il
cambiamento intervenuto a metà degli anni Novanta nelle forze politiche, con la scomparsa dei
principali partiti protagonisti della Prima Repubblica. Il campione ricavato dai dati delle sentenze
della Cassazione (che coprono anche il decennio tra la metà degli anni Ottanta e gli anni
Novanta) include quindi 212 politici afferenti per la maggior parte alla Dc e al Psi, ma anche alle
altre forze del pentapartito e al Pci/Pds. Essi sono tenuti distinti dai politici appartenenti alle
nuove formazioni della Seconda Repubblica, raggruppate in schieramenti di Centrosinistra,
Centro e Centrodestra. Nel complesso, nell’ambito dei casi considerati dalle sentenze della
Cassazione, appaiono prevalenti i politici legati alle forze della Prima Repubblica, seguiti da quelli
del Centrodestra, che fanno registrare per gli ultimi due decenni una presenza pari al 32%, e da
quelli di Centrosinistra con il 17% (Fig.10).
16
Fig. 10 – Collocazione politica dei politici coinvolti in vicende di corruzione – Sentenze Corte di
Cassazione (n=541)
Specificità significative emergono dalla considerazione delle diverse aree territoriali del
Paese (Fig.11). Il Nord-Ovest e il Nord-Est vedono nel complesso una particolare presenza di
politici appartenenti alle forze della Prima Repubblica, seguiti per la fase successiva dal
Centrodestra. Quest’ultimo schieramento prevale invece nel Centro e soprattutto nel Sud, dove è
relativamente più presente anche la componente di Centro. Quanto al Centrosinistra, questo
schieramento si attesta su valori sensibilmente più bassi in tutte le aree con l’eccezione del Sud,
dove supera il 25%.
Fig. 11– Partiti e schieramenti politici per macroaree (n=416)
Una quota consistente di politici coinvolti in vicende di corruzione, pari a oltre il 40%,
presenta un percorso di carriera che si sviluppa tra la fase precedente e quella successiva a
Tangentopoli. Poco meno di un terzo ha concluso la carriera con Tangentopoli. Quasi un terzo
del totale dei soggetti considerati ha invece avviato la propria carriera politica dopo lo spartiacque
degli anni Novanta. Le carriere politiche che terminano prima del 1994 sono più numerose nel
17
Nord del Paese, mentre quelle post-Tangentopoli sono più rilevanti al Centro e al Sud. Invece, i
percorsi continuativi sono distribuiti in modo abbastanza omogeneo rispetto alle tre macroaree.
Tra i politici coinvolti in vicende di corruzione che hanno un percorso di carriera successivo a
Tangentopoli, si rileva una maggiore concentrazione di appartenenti al centrodestra (52%), ma
anche una significativa presenza nell’ambito del centrosinistra (29%). Dunque, al pari del vecchio
personale politico, anche quello nuovo sembra essere attratto in modo significativo dalle reti
corruttive, in particolare al Sud. Sembra affermarsi qui una nuova generazione che si impegna in
rapporti di corruzione. Nella fase successiva a Tangentopoli giocano un ruolo significativo figure
di nuovi “notabili”, provenienti dal mondo delle libere professioni (26% dei politici coinvolti in
vicende di corruzione) che si collocano più nel Centrodestra ma anche nel Centrosinistra e si
muovono per finalità di arricchimento privato piuttosto che di sostegno ai partiti, ma non
agiscono in modo isolato. Si pongono piuttosto al centro di reti ampie e strutturate che a volte
vedono anche coinvolta direttamente la criminalità organizzata.

5. Da Tangentopoli a oggi
Nel complesso, dalla ricerca emerge un quadro inquietante del fenomeno. La corruzione
che coinvolge direttamente i detentori di cariche politico-amministrative appare in crescita,
soprattutto nel Mezzogiorno, dove è peraltro già maggiormente presente, specie in regioni come
la Campania e la Sicilia.
La crescita e, al tempo stesso, la trasformazione della corruzione possono essere collegate
all’indebolimento dei partiti politici. Questi ultimi, com’è noto, hanno svolto in passato
un’importante funzione di protezione e organizzazione del sistema della corruzione che è venuto
alla ribalta con le indagini di Mani Pulite. La scomparsa delle formazioni politiche tradizionali,
nella fase successiva a Tangentopoli, ha reso queste organizzazioni più deboli, più aperte alle
influenze esterne, meno capaci di selezionare la classe politica volta a ricoprire cariche politicoamministrative.
Tali cambiamenti – combinandosi con il processo di decentramento politico
verso gli enti locali e le regioni degli ultimi decenni – sembrano aver favorito anzitutto una
crescita della corruzione politica in senso stretto, con una più forte concentrazione nel Sud dove
la debolezza dei partiti è ancora più marcata.
Dall’indagine emerge però anche la trasformazione del fenomeno. Si manifesta una
maggiore “dispersione” della corruzione politica, una spinta al decentramento verso il livello
istituzionale locale e regionale e una “privatizzazione” degli scambi corrotti, nel senso di
privilegiare finalità di arricchimento personale e di gruppo. Si tratta però di una frammentazione
organizzata in reti prevalentemente stabili: si potrebbe dire che si è passati da un mercato della
corruzione di tipo oligopolistico, controllato dai partiti politici, a un mercato più concorrenziale,
dove però la competizione è tutt’altro che atomizzata, non viene giocata da singoli ma da
squadre, che hanno una composizione mista, ma con una presenza rilevante – sia pur variabile e
diversa dal passato – di giocatori politici.
La corruzione continua dunque a essere solidamente strutturata, anche se la sua
configurazione non ruota più prevalentemente intorno ai partiti, ma si coagula intono a reti
politico-affaristiche che, in particolare nelle regioni meridionali, inglobano più frequentemente
esponenti della criminalità organizzata e colonizzano le istituzioni locali.
Fondazione

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Nuovi divari Un’indagine sulle Università del Nord e del Sud

Nuovi divari
Un’indagine sulle Università del Nord e del Sud
a cura di Gianfranco Viesti
Rapporto RES 2015
Collana della Fondazione RES
diretta da Pier Francesco Asso e Carlo Trigilia
o Vol. 1, Remare controcorrente. Imprese e territori dell’innovazione in Sicilia,
a cura di P.F. Asso e C. Trigilia, anno 2010;
o Vol. 2, Alleanze nell’ombra. Mafie ed
Fondazione RES – Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia sostenuto
dalla Fondazione Sicilia e da Unicredit S.p.A.
Presidente: Carlo Trigilia
Coordinatore scientifico: Pier Francesco Asso
Consiglio di amministrazione: Carlo Trigilia (Presidente), Salvatore Butera, Maurizio
Caserta, Giovanni Chelo, Giovanni Puglisi
Comitato scientifico: Giovanni Puglisi (Presidente), Arnaldo Bagnasco, Alessandro
Bellavista, Salvatore Butera, Giuseppe Campione, Maurizio Caserta, Leandra
D’Antone, Carlo Dominici, Alberto Quadrio Curzio, Elita Schillaci, Gianfranco
Viesti
Direttore: Raffaele Bonsignore

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