Codice IBAN: cos’è, a cosa Serve, dove si Trova e Come utilizzarlo per fare un Bonifico

Per codice IBAN si intende quella coordinata bancaria che ha come scopo principale quello di individuare in modo univoco un determinato conto corrente bancario e, al tempo stesso, il suo rispettivo intestatario. Come acronimo, IBAN sta per International Bank Account Number. Qual è la lunghezza di un codice IBAN? In Italia corrisponde a 27 caratteri alfanumerici. Tuttavia, il numero varia da Paese a Paese. Tanto per rendere meglio l’idea, il Belgio ne ha 16, la Danimarca e la Finlandia 18, mentre Malta 31. Tocca alle banche, ovviamente, verificare ogni singolo particolare di quel determinato conto corrente, per via delle informazioni che fornisce l’IBAN.

Composizione dell’IBAN

La composizione dell’IBAN verte tutta attorno alle indicazioni dell’European Commitee for Banking Standards (ECBS). Le sezioni del codice alfanumerico dell’IBAN sono standardizzate: le cifre cambiano per rendere la coordinata unica e semplice durante l’identificazione. La struttura dell’IBAN in Italia, pertanto, è la suddetta:

  • Codice Paese: 2 lettere che nel caso dell’Italia stanno per IT
  • CIN Internazionale: 2 numeri di verifica
  • Codice BBAN: costituito da 23 caratteri
  • Questo è ciò che forma l’IBAN.

Come si articola il BBAN di 23 caratteri? La composizione del BBAN è la seguente:

  • CIN nazionale: composto da un carattere
  • ABI: costituito da 5 numeri
  • CAB: costituito da 5 numeri
  • Numero di conto: composto in linea di massima da 12 numeri. Vi sono casistiche dove il numero di conto potrebbe presentare meno di 12 cifre. In questo caso, bisognerà anteporre il numero di 0 necessario e sufficiente per il raggiungimento dei 12 numeri.

A cosa serve il codice IBAN

A partire dal 1° gennaio 2018, l’IBAN è imprescindibile e non più codice pratico in fase di utilizzo. Il motivo di questo cambiamento risiede fondamentalmente nel fatto che il codice IBAN è l’unica possibilità per poter svolgere a livello nazionale i bonifici. In passato, invece, i codici ABI e CAB più il numero di conto corrente erano sufficienti per fare un versamento.

Tirando le somme, il codice IBAN consente si di effettuare che di ricevere un bonifico. Nella prima operazione, sarà sufficiente essere a conoscenza dell’IBAN del destinatario, mentre nel secondo caso basterà comunicare al mittente le proprie coordinate IBAN. Altra operazione che l’IBAN consente di fare è l’accredito dello stipendio o della pensione. Sarà sufficiente comunicarlo al datore di lavoro o all’ente pensionistico e ricevere ogni mese i soldi in entrata.

Dove si trova

Trovare il codice IBAN è semplicissimo. Basta consultare l’estratto conto oppure visualizzare la sezione informativa dell’area della propria Home Banking. Spesso, la sezione si chiama “Dettagli”. Vi sono poi istituti bancari che inseriscono il codice IBAN dei clienti nel lato anteriore della carta di credito che risulta connessa al conto corrente bancario personale. Se devi effettuare un bonifico con il tuo conto corrente bancario, partendo dal tuo IBAN, i dati che ti servono sono i seguenti:

  • nome e cognome del beneficiario;
  • indirizzo del beneficiario;
  • IBAN del beneficiario;
  • motivazione del trasferimento di danaro: nota come causale;
  • BIC/SWIFT del beneficiario: questo soltanto nel caso di bonifici da e verso l’estero.

Conclusioni

Nelle transazioni tra conti correnti bancari, il bonifico è senza ombra di dubbio la modalità di pagamento maggiormente diffusa. E’ possibile effettuarla online, inserendo i dati citati, oppure direttamente recandosi in banca, compilando quel documento noto come distinta i bonifico. In entrambi i casi, l’IBAN è un parametro indispensabile ai fini dell’esito dell’operazione. Sia online che in banca, a versamento ultimato, viene rilasciata la ricevuta di conferma dell’avvenuto pagamento. Da questo documento, è possibile identificare il numero di CRO, acronimo di codice di riferimento dell’operazione.

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