EssilorLuxottica prova a lasciarsi alle spalle i minimi degli ultimi quattro anni a Parigi, ma il rimbalzo convive con un nodo irrisolto: la successione di Leonardo Del Vecchio. Il gruppo dell'occhialeria rivendica risultati record ogni trimestre, eppure lo scontro tra l'amministratore delegato Francesco Milleri e Leonardo Maria Del Vecchio jr su compensi e governance tiene aperta un'incertezza che tocca l'azionista di controllo, l'holding di famiglia Delfin. È qui che si incrociano i destini della società e del suo principale investitore.
Il rebus Delfin, l'azionista che controlla Essilux
Delfin detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, quota che le garantisce il controllo del colosso italo-francese. La cassaforte della famiglia Del Vecchio non è solo occhialeria: possiede il 17,5% di Monte dei Paschi, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 28% del gruppo immobiliare Covivio. Questa concentrazione di partecipazioni rende la partita sulla successione molto più che una questione interna alla famiglia: qualunque tensione dentro Delfin si riflette su un perimetro di aziende quotate ben più ampio.

Milleri chiede di chiudere la successione
L'AD ha chiesto di porre fine alla vicenda. "Desidererei che si possa chiudere la successione di Leonardo Del Vecchio, si plachino queste polemiche inutili e infondate e si lasci l'azienda continuare nel suo percorso di crescita", ha detto, aggiungendo di non riuscire a capire la reazione di Leonardo Maria, a cui dice di essere legato da "un affetto che va molto oltre il lavoro". Milleri rivendica il sostegno del management e di un board di indipendenti di grande valore, e si dice "molto confidente sul futuro del gruppo".
La penale da 500 milioni e l'arbitrato oltre un anno
Sullo sfondo pesa un ostacolo concreto: Leonardo Maria dovrebbe pagare ai fratelli Luca e Paolo una penale da 500 milioni di euro per il mancato acquisto della loro quota in Delfin. La questione va verso un arbitrato che potrebbe durare più di un anno, tempo utile a Lmdv per cercare un accordo con i fratelli e una rinegoziazione del debito con le banche. Milleri indica la strada opposta: chiudere i contrasti e rendere esecutive le ultime volontà del fondatore.
Perché il mercato guarda alla governance, non solo ai conti
Il segnale arriva dalla Borsa. Il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,4% a 146,4 euro, con un massimo di giornata oltre i 148 euro. Un rialzo dello 0,4% su quel prezzo implica un guadagno di circa 0,58 euro rispetto alla chiusura precedente; dal picco intraday il titolo ha però lasciato sul terreno almeno 1,6 euro, circa l'1,1% del valore di chiusura. La risalita dai minimi quadriennali esiste, ma è timida: il mercato sta prezzando insieme la solidità del business — "risultati record" ogni trimestre, dice l'AD — e l'opacità del futuro azionario dentro Delfin. Finché l'arbitrato non si chiude, il controllo di Essilux resta nelle mani di un'holding la cui partita interna non è ancora risolta.
Fonti

Dario Valentinai, laureato in Economia e Commercio, è l’autore dei contenuti del blog resricerche.it. Esperto nel campo dell’economia e delle finanze che si occupa di scrivere contenuti informativi e approfonditi sui temi legati ai conti correnti, ai prestiti e ai mutui. Grazie alla sua competenza e conoscenza approfondita delle dinamiche finanziarie, è in grado di analizzare le ultime tendenze del mercato e di fornire consigli utili per aiutare i lettori a prendere decisioni informate riguardo alle proprie finanze personali.
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