Flat Tax e Pace Fiscale: tutte le ultime Novità

La Flat Tax – letteralmente tassa piatta – viene calcolata sul reddito delle famiglie e, talvolta, delle imprese. Si tratta di un sistema di tassazione che si fonda su un principio fisso e costante, che non si avvale del metodo progressivo.

Questo sistema di tassazione diretto è tra i più antichi della storia del fisco e, se vogliamo, dell’umanità e difficilmente viene adoperato nelle economie più sviluppate ed avanzate. Queste, piuttosto, promuovono un tassazione basata su un’aliquota progressiva che aumenta in modo proporzionale rispetto al reddito annuo.

La riforma fiscale del nuovo Governo

Il nuovo Governo italiano, formato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, ha posto la Flat Tax al centro della riforma fiscale, già promessa nei programmi elettorali. Le novità riguardano l’introduzione di un’unica aliquota, detta anche dual tax, che prevede di tassare:

  • del 15% i redditi inferiori o pari agli 80 mila euro all’anno;
  • del 20% i redditi superiori agli 80 mila euro annui.

Con questa riforma si punta ad eliminare le cinque aliquote Irpef che, invece, si basano su un sistema di tassazione progressiva secondo la quale il versamento dell’imposta avviene in proporzione all’effettiva entità dei redditi.

Ipotesi Irpef per il 2019

L’alleanza tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega ha fatto luce sulla flat tax, argomento già presentata in entrambi i programmi di governo. Tutto ciò è stato suggellato dal relativo contratto che i due partiti hanno stipulato dopo le elezioni del 4 marzo 2018, che ha fatto emergere il tema relativo alla riforma dell’Irpef. Alla luce di quanto è stato detto dagli esponenti politici negli ultimi mesi, le novità che nel 2019 riguarderanno l’Irpef potrebbero portare alla riduzione degli scaglioni di reddito da cinque a tre, che sarebbero così divisi:

  • il primo scaglione di reddito fino a 28.000 euro lordi annui;
  • il secondo scaglione di reddito dai 28.000 ai 75.000 euro lordi all’anno;
  • la terza ed ultima fascia di reddito riguarderebbe i redditi lordi annui superiori ai 75.000 euro.

Le aliquote per questi tre scaglioni di reddito dovrebbero essere:

  • per la prima fascia 15-25%;
  • per la seconda fascia 25-35%;
  • per la terza fascia il 43%.

Resterebbe poi da definire la fascia di reddito cosiddetta ‘no tax area’, ossia il guadagno imponibile che non viene assoggettato all’aliquota Irpef, che attualmente è di:

  1. 8.140 euro per i redditi da pensione e da lavoro dipendente;
  2. 4.800 euro per i redditi da lavoro autonomo occasionale;
  3. 500 euro per i redditi da terreni, fabbricati e agrari;
  4. 185.92 euro per i redditi che provengono esclusivamente dai terreni;
  5. 28.158,28 euro per i redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche.

La Pace fiscale: cosa prevede e come funziona?

È stata definita Pace fiscale l’intervento di rottamazione delle cartelle esattoriali che il nuovo governo vuole attuare tramite la Legge di Bilancio 2019. In sostanza, si tratta di un’amnistia grazie alla quale avviene il proscioglimento dei debiti di natura fiscale.

Sebbene siano ancora molti i punti da chiarire, parrebbe che questo maxi-condono delle cartelle dovrebbe essere esteso anche alle multe. Inoltre, stando a quanto affermato dal Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Massimo Bitonci, l’obbiettivo che il nuovo governo si è posto è quello di abbuonare la maggior parte delle vecchie cartelle. Tuttavia, al momento serberebbero esclusi da tale computo l’IVA e i contributi INPS.

Le notizie relative alla Pace fiscale, che sicuramente verrà inserita nella Legge di Bilancio del 2019 oppure nel decreto fiscale ad esso collegato, sono purtroppo ancora poco chiare. Quel che è certo è che questo tipo di intervento, fortemente voluto dal Ministro Matteo Slavini, ha lo scopo di offrire l’opportunità ai contribuenti del Fisco di sanare la propria posizione aderendo alla Pasce fiscale e, quindi, versando una percentuale della cartella.

L’aliquota che consentirà al debitore di risolvere definitivamente i suoi problemi con l’Agenzia delle Entrate viene calcolata tenendo in considerazione anche la situazione economica del soggetto. Le percentuali potrebbero essere in tutto tre (6%, 10% e 25%) e verrebbero applicate sul reddito del debitore. Ad aderire alla Pace fiscale sarebbero i soggetti che hanno cartelle esattoriali per un valore massimo di 200.000 euro, anche se il limite potrebbe salire ad 1 milione di euro.

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