Il rendimento del decennale francese ha toccato il 4,96%, massimo da metà 2002, e lo spread con il Bund ha superato i 140 punti base: non accadeva dal 2012. L'epicentro è Parigi, ma la pressione si trasmette ai Btp — 118 punti base sul Bund, massimo da aprile 2025 — e alle banche di Piazza Affari, con cali compresi tra il 4,3% di Mediolanum e il 3,6% di Banco Bpm. La ragione è più tecnica che fondamentale: con la volatilità ai massimi, l'Italia paga la liquidità del suo debito, non la sua traiettoria fiscale.
La manovra francese del 2027 non chiude il nodo deficit
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha presentato il 1° ottobre il progetto di bilancio per il 2027: 43 miliardi di euro di tagli per riportare il deficit al 5% del Pil, dal 5,6% previsto per il 2026. Sul fronte pensioni lo sforzo vale 5,5 miliardi di euro: gli assegni sopra 1.260 euro non saranno più pienamente indicizzati all'inflazione e il tetto dell'indennità del 10% scende da 4.439 a 3.000 euro. La reazione è stata immediata, con il rendimento del decennale Oat in rialzo fino al 4,96%, mentre il Bund scendeva al 3,52% dal 3,63% di mercoledì. Per gli esperti di Ing il budget «concede un po' di tempo, ma non risolve i problemi strutturali del deficit»: nessun partito ha presentato un piano di tagli sufficientemente dettagliato e le elezioni presidenziali del 2027 aumentano l'incertezza.
Perché il contagio arriva ai Btp
Lo spread Btp-Bund è balzato a 118 punti base, 16 in più rispetto a mercoledì, e il rendimento del decennale italiano è salito al 4,69%. Il differenziale con l'Oat resta di 27 punti base (4,96% contro 4,69%): il mercato chiede più alla Francia che all'Italia. Il meccanismo però non passa dai fondamentali. «Nel momento in cui la price action diventa disordinata e si scolla parzialmente dai fondamentali, il Btp torna a essere il principale strumento per hedgiare i portafogli dal rischio spread», spiega Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr. Il decennale italiano è molto liquido, esiste un future liquido sulle scadenze a 3 e 10 anni e i governativi italiani pesano parecchio nei portafogli istituzionali e nelle proprietà delle banche: quando la volatilità esplode, i VaR shock costringono gli operatori a ridurre il rischio. Così la tensione francese finisce per scaricarsi sui titoli bancari europei.

Banche, euro e Bund: dove si scarica la volatilità
Piazza Affari è stata maglia nera in Europa con un calo del 2,2%. Il settore bancario ha pagato il conto più salato: Mediolanum -4,3%, Mediobanca -4,2%, UniCredit -4,1%, Intesa Sanpaolo -4% e Banco Bpm -3,6%, per una media del 4,04% sui cinque titoli. L'Eurostoxx Banks ha ceduto oltre il 4%. I flussi in uscita da Francia e periferici hanno premiato i titoli tedeschi, con il Bund che scende di 11 punti base. L'euro è scivolato a 1,1216 dollari secondo FinanzaOnline e a 1,1215 secondo FIRSTonline, sui minimi degli ultimi 16 mesi per la prima testata, sul livello più basso da maggio 2025 per la seconda: cambia il periodo di riferimento, non il movimento. «L'aumento della volatilità dei rendimenti e la prospettiva di spread più ampi stanno spingendo il mercato in un contesto in cui l'euro diventa molto più sensibile alle dinamiche fiscali e obbligazionarie», spiegano da Ing.
Analisi: il premio richiesto all'Italia resta sotto quello francese
Il dato che conta è la distanza tra i due spread: 140 punti base sulla Francia contro 118 sull'Italia, 22 punti di differenza. Il mercato continua cioè a prezzare Parigi come più fragile di Roma, nonostante il debito italiano sia molto più grande e liquido. Il quadro internazionale amplifica il movimento: il T-Bond decennale ha toccato il 5,34%, massimo da 24 anni, le probabilità di un rialzo Fed di almeno 25 punti base sono scese al 28,2% dal 68,6% di una settimana prima, e oggi si attende il dato sull'occupazione americana, con previsioni di +90.000 posti e disoccupazione al 4,1%; il petrolio resta alto, con il WTI a 92,84 dollari al barile e il Brent sopra i 102. Per chi detiene Btp o titoli bancari italiani, l'implicazione è che la volatilità arriva da fuori. Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income – Mandates di Generali Asset Management, ritiene che i livelli attuali incorporino «un premio per il rischio eccessivo rispetto ai fondamentali dell'Italia» e mantiene una visione costruttiva sul mercato dei BTP, sostenuta da una domanda solida sia domestica sia internazionale.
Per chi guarda i Btp, il punto non è la solidità del bilancio italiano nell'immediato, ma la profondità del suo mercato: finché Parigi non avrà una maggioranza capace di dettagliare i tagli promessi, il decennale italiano resterà il parafulmine naturale di chi cerca copertura dal rischio spread.
Fonti

Dario Valentinai, laureato in Economia e Commercio, è l’autore dei contenuti del blog resricerche.it. Esperto nel campo dell’economia e delle finanze che si occupa di scrivere contenuti informativi e approfonditi sui temi legati ai conti correnti, ai prestiti e ai mutui. Grazie alla sua competenza e conoscenza approfondita delle dinamiche finanziarie, è in grado di analizzare le ultime tendenze del mercato e di fornire consigli utili per aiutare i lettori a prendere decisioni informate riguardo alle proprie finanze personali.
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