Grafico Oro: Quotazione e Prezzo dell’Oro dell’Andamento in Grafico

L’oro è sempre stato considerato il bene rifugio per eccellenza, ma ci si chiede se è veramente così. Analizzando l’andamento del prezzo dell’oro negli ultimi vent’anni si evidenzia una forte volatilità, che non è tipica di un bene rifugio. Ma di contro possiamo valutarlo come bene rifugio in quanto tutela l’inflazione, ha un’alta liquidità ed è utile per avere una diversificazione di investimenti.

Accordi di Bretton Woods

15 agosto 1971 è la data che segna la fine della validità degli accordi di Bretton Woods che segnano quindi la fine del sistema monetario globale (siglato nel 1944). Questo ha comportato il termine della presenza di cambi fissi tra le diverse valute monetarie e la fine del valore dell’oro legato al dollaro americano, poiché collegato all’effettiva quantità di riserva aurea detenuta dal governo statunitense. Da quella data in poi il prezzo dell’oro ha iniziato ad oscillare.

Andamento storico grafico prezzo oro

Nel 1980, precisamente il 31/12/1980 il prezzo dell’oro toccò il suo massimo storico, fino a quel momento, pari a 589,75 dollari all’oncia. Diciannove anni dopo, precisamente il 30/09/1999 l’oro toccò il suo minimo storico, pari a 251,95 dollari l’oncia,. In vent’anni l’oro fisico ha perso il 57% del proprio valore. Successivamente il prezzo dell’oro ha iniziato a risalire progressivamente, fino a toccare il suo massimo storico in assoluto nel 2012, oltre 1800 dollari l’oncia. Nei primi mesi del 2013 c’è stato un crollo del prezzo continuato, tra alti e bassi durante il 2014 fino a risalire, senza però mai più toccare il massimo raggiunto nel 2012.

Previsioni andamento futuro

Alcuni esperti (analisti della società londinese Capital Economics) prevedono che il prezzo dell’oro, dopo una leggera diminuzione subita nel 2018 a causa della politica monetaria della FED più aggressiva ed anche della riforma fiscale di Trump, potrebbe risalire nel 2019, con un possibile picco di 1.200 dollari all’oncia.

Love trade

La Moore Research ha coniato il termine “Love Trade” per definire la stagionalità dei volumi di vendita dell’oro durante l’anno, dopo averne analizzato l’andamento del grafico negli ultimi trent’anni. Si sono notati picchi di vendita in corrispondenza del capodanno cinese, di San Valentino, del Diwall indiano e del periodo natalizio. Questo dimostra quanto l’oro sia una commodities legata ancora al valore intrinseco e quindi possa essere considerato sotto questo aspetto quale bene rifugio.

Oro bene rifugio?

L’oro è sempre stato considerato il bene rifugio per eccellenza in quanto ha un valore intrinseco che ne garantisce la bassa volatilità, protegge dall’inflazione ed è facile la sua vendita. Ma analizzando l’andamento del suo prezzo, ovviamente dopo la caduta degli accordi di Bretton Woods, si nota una relativa ampia volatilità, che solo in alcuni momenti storici è giustificata. Bisogna sempre ricordare che il prezzo dell’oro aumenta quando i tassi di interesse reale diminuiscono e, viceversa, diminuisce quando i tassi di interesse reale salgono.

Questo significa che il prezzo dell’oro dipende dalla politica monetaria e dall’inflazione e come tale è ovvio che il suo prezzo possa variare. Sicuramente però l’oro può mettere a riparo i propri investimenti in caso di eventuali fallimenti delle banche centrali, In ultima analisi bisogna però considerare che un investimento in oro non permette di ottenere dividendi, interessi, cedole o options, quindi la sua volatilità potrebbe pesare maggiormente.

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