Petrolio in correzione, carburanti in ritardo: il nodo dello sfasamento dei prezzi

Il calo del greggio non si trasferisce immediatamente alla pompa. L'11 settembre 2026 il Wti oscilla tra 101,65 e 98,73 dollari dopo il picco sopra i 108 dollari toccato giovedì, mentre la benzina self service passa da 2,077 a 2,086 euro al litro e il gasolio da 2,184 a 2,193. Sono 0,9 centesimi in più in un giorno. Il greggio corregge, il carburante no: è il risultato di un ritardo di trasmissione e del ridimensionamento del premio di rischio sui mercati energetici.

Greggio: volatilità intraday e allargamento dello spread

Il Brent europeo perde lo 0,99% a 106,56 dollari al barile e il Wti americano lo 0,81% a 101,65 nella prima rilevazione dell'11 settembre. In un'altra rilevazione della stessa giornata il Wti segna invece -3,63% a 98,73 dollari: la distanza tra i due valori misura la volatilità intraday. Quando il Wti era a 101,65 nella prima rilevazione, lo spread con il Brent valeva 4,91 dollari; nella quotazione successiva, con il Wti a 98,73, lo spread si allarga a 7,83 dollari. La correzione arriva dopo giorni di rialzi, ridimensionando il premio di rischio accumulato.

Grafici finanziari in calo sulla volatilità del petrolio, tema dello sfasamento tra prezzi del greggio e dei carburanti
Quando il greggio corregge ma la benzina no: il ritardo di trasmissione nel mercato energetico.

Carburanti: il ritardo nella trasmissione dei prezzi

Sulla rete autostradale il self service costa 2,176 euro per la benzina e 2,268 per il gasolio, contro 2,086 e 2,193 sulla rete stradale nazionale: 9 centesimi in più sul primo e 7,5 sul secondo. I dati dell'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit registrano incrementi identici di 0,9 centesimi tra il 10 e l'11 settembre su entrambe le voci. È il segnale del ritardo con cui la pompa assorbe i movimenti del greggio: una correzione del Wti non si trasferisce subito ai prezzi finali.

Gas e oro: il ridimensionamento del premio di rischio

Il future sul metano con consegna a ottobre apre in contrazione dell'1,7% a 80,6 euro al Megawattora sul mercato di Amsterdam, riferimento per l'Europa. L'oro spot perde lo 0,96% a 4.430 dollari l'oncia, mentre il contratto di dicembre sul Comex scende a 4.377 (-0,67%), 53 dollari sotto il prezzo spot. Petrolio, gas e metallo giallo si muovono nella stessa direzione: il ridimensionamento non riguarda solo il greggio, ma l'intero comparto delle materie prime energetiche.

Per chi fa il pieno la conseguenza è diretta: i carburanti incorporano con ritardo i movimenti del greggio, quindi una correzione del Wti non si trasferisce subito alla pompa. Il gasolio, a 2,193 euro self e 2,268 in autostrada, resta la voce più cara.

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