Prestiti a Fonto Perduto per Disoccupati: Come Funzionano e Come Richiederli

I prestiti a fondo perduto per disoccupati è un argomento dal profilo spinoso e confusionario. Infatti le informazioni sono molteplici e spesse volte molto differenti fra loro. I prestiti a fondo perduto sono una forma creditizia agevolata ma che include dei vincoli: limite di età con progetti sotto i 35 anni, sviluppo di precisi rami sociali quali l’imprenditoria femminile, genere di attività da sviluppare. 

Il denaro concesso non prevede la restituzione tradizionale rateizzata. Anche gli interessi, normalmente applicati, sono assenti. Ma il capitale richiesto deve essere di una cifra documentata nel dettaglio. Nella modulistica disposta dal bando va precisato, oltre che la motivazione, le spese da affrontare quali affitto locali (oppure ristrutturazione, se necessaria), materie prime e strumentazione di lavoro, macchinari, costo utenze, servizi di consulenza. Le spese espresse nella modulistica del business plan dovranno essere documentate da preventivi ufficiali degli esercenti a cui si è chiesta consulenza.

Possibilmente è preferibile che la relazione sia redatta da un commercialista. E’ quindi corretto dire che più che un generico “prestito” è una forma di investimento. 

Chi stanzia, e quando, i prestiti a fondo perduto per disoccupati?

I prestiti a fondo perduto per disoccupati derivano da istituti pubblici, dalla sede di Bruxelle (se la richiesta è indirizzata all’Unione Europea dovrà essere redatta in lingua inglese), dallo Stato oppure da iniziative della propria regione. Un istituto rilevante per i prestiti a fondo perduto è Invitalia. Con l’autorizzazione e in collaborazione con lo Stato Italiano, amministra i fondi stanziati gestendoli e organizzando i diversi bandi.

Ma tutti con il medesimo obiettivo: favorire l’incremento di realtà professionali e contrastare la disoccupazione. A cadenza periodica, a gennaio, si aprono bandi pensati a precise categorie. Donne, situazioni di sofferenza, progetti innovativi, rilancio economico. Il prestito a fondo perduto si può sommare ad ulteriori aiuti: un ex disoccupato, per esempio, che ha conseguito l’esito positivo di richiesta di prestito, in seguito, può presentarsi a nuovi bandi, a patto che la realtà professionale avviata corrisponda a parametri precisi. 

In che modo si accede ai prestiti a fondo perduto?

La richiesta del prestito a fondo perduto deve essere in linea con il profilo del bando emesso.  La domanda viene esaminata dall’ente secondo l’ordine di arrivo. Se essa desta interesse, generalmente, avviene un’incontro fra l’ente, oppure, agenzia che ha emesso il bando e il richiedente del prestito. Qui verranno discusse le probabilità di riuscita del progetto nonché profondità dell’idea imprenditoriale. 

In conclusione pro e contro

Gli aspetti a favore del prestito a fondo perduto per disoccupati si palesano, anzitutto dall’assenza di debito da restituire. Dunque questo genere creditizio è un’utile porta di accesso per disporre del capitale necessario per rimettersi in gioco auto promuovendosi. 

L’unico aspetto a sfavore delle quote di capitale destinate al fondo perduto sono proprio l’accessibilità ristretta assieme alle tempistiche di attesa. Infatti il capitale complessivo destinato ai prestiti a fondo perduto è limitato in una certa somma. E accade spesse volte che i bandi vengono chiusi prima della scadenza proprio perché i fondi destinati sono esauriti. Inoltre, anche le tempistiche richiedono un pò di pazienza. Per via del numero delle domande da visionare nonché le attese obbligatorie burocratiche.

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