Prestiti a Protestati: Finanziamenti e Prestiti Personali per Protestati, ecco come Ottenerli

Il periodo di crisi da cui la nostra economia sta faticosamente uscendo ha lasciato una pesante eredità sulle spalle di molti italiani: un protesto causato dalla notifica da parte dell’autorità giudiziaria del mancato pagamento di una cambiale o di altri titoli di credito. Un evento di questo genere, anche se in molti casi circoscritto ad un breve momento di difficoltà economica, causa un segno indelebile nell’affidabilità creditizia di un individuo e può rendere assai complesso accedere di nuovo a finanziamenti da parte di banche e società del settore.

Se anche tu in passato hai subito un protesto devi sapere che ti sarà comunque possibile ottenere un prestito per realizzare i tuoi progetti, arrivando con adeguate garanzie alla concessione di oltre 60mila euro. In questo articolo andremo ad analizzare le principali soluzioni di finanziamento costruite su misura dagli enti bancari: anche per i protestati l’accesso al credito può essere facile e veloce!

Cessione del quinto: la soluzione ideale per un prestito senza pensieri

Una volta entrati nel registro dei cattivi pagatori ottenere nuovamente fiducia può risultare notevolmente complesso. L’inevitabile segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia rende infatti noto il nominativo a tutti gli istituti di credito e a chi può vantare il poco lusinghiero titolo di protestato è assai difficile che venga concesso un prestito personale. Nonostante ciò anche per chi ha subito un protesto l’accesso al credito è possibile senza troppe difficoltà. A patto di disporre di un reddito, gli istituti di credito approvano di buon grado prestiti ritenuti sicuri in termini di solvibilità, come per l’appunto nel caso della cessione del quinto. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Con ‘prestito con cessione del quinto’ si identifica quella formula di finanziamento a rata fissa in cui la quota dovuta mensilmente viene trattenuta alla fonte, ovvero prelevata direttamente da stipendio o pensione senza che il creditore ne entri mai in possesso. Concesso con relativa facilità, questo genere di prestito ha un ammontare proporzionato al reddito dal momento che (come ovvio dal nome) la rata non può superare il valore di un quinto del netto percepito in busta paga. Possono presentare richiesta pensionati e lavoratori a tempo indeterminato; mentre chi ha un contratto a termine potrà ottenerlo limitatamente alla durata del rapporto lavorativo.

Frequentemente viene richiesta come tutela aggiuntiva la sottoscrizione di una polizza in favore dell’istituto di credito che si espone con il prestito in caso di decesso del creditore o di licenziamento. Allo stesso fine può risultare utile la garanzia costituita dal fondo TFR, ovviamente maggiore se il richiedente ha molti anni di anzianità lavorativa.

Ma il datore di lavoro verrà a sapere della richiesta? La risposta è sì: anche se non ha voce in capitolo sulla concessione, è inevitabile ne venga a conoscenza dal momento che è richiesto il suo benestare per procedere al versamento diretto di una quota della mensilità del lavoratore alla società finanziaria che effettua la trattenuta.

Prestiti cambializzati: cosa sono e quando conviene richiederli

A chi non dispone di un reddito fisso per richiedere una soluzione con cessione del quinto e a causa di un passato da cattivo pagatore non può ottenere un finanziamento ordinario rimane come unica possibilità di scelta un prestito cambializzato.

Si tratta di una forma di prestito non finalizzato (non occorre indicare le ragioni della richiesta) concesso in tempi solitamente molto rapidi il cui rimborso avviene tramite cambiali da firmare mensilmente. Dietro al facile accesso al credito vi è come ragione un elevato livello di solvibilità: le cambiali rappresentano infatti per la banca il metodo più rapido per rientrare in possesso del denaro dovuto, se necessario per mezzo di un pignoramento. Il tutto può svolgersi in tempi molto brevi, con il sopraggiungere di un ulteriore protesto notificato dal notaio nel caso di mancato pagamento di una mensilità.

In funzione delle garanzie presentate (fideiussione di un parente, dichiarazione dei redditi nell’ultimo periodo, estratti conto corrente…) la somma ottenibile può raggiungere i 50mila euro. Si tratta ad ogni modo di una soluzione decisamente da ultima spiaggia, su cui fare affidamento solo quando una stringente necessità di liquidità non lascia altra scelta.

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