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Quando nella cassetta della posta troviamo un avviso di raccomandata non è mai cosa gradita anzi, nella maggior parte delle ipotesi è motivo di ansia e di agitazione e sullo scenario si profilano le ipotesi più inverosimili: una multa, una cartella esattoriale, qualcuno che mi chiama ai danni? Cosa sarà?

Non tutti sanno però, che se l’ufficio postale è chiuso o si è attualmente impossibilitati a prendere la raccomandata, leggendo i codici identificativi della stessa è possibile capire di cosa si tratti e alleggerire quantomeno lo stato di ansia che ci attanaglia. Ebbene, avete ricevuto un avviso di raccomandata? Se si e siete impazienti di capire di cosa si tratti prendetevi qualche minuto per leggere questo breve articolo che vi illuminerà sui vari codici.

Raccomandata e codici identificativi

Per capire di che tipo di raccomandata siamo destinatari basta prestare la giusta attenzione ai codici identificativi, numerici o a barre, riportati sull’avviso. Ciò che particolarmente ci interessa sono le cifre iniziali perché è proprio in base a queste che riusciremo a scoprire di cosa tratta la raccomandata. Le altre cifre invece identificano l’atto specifico e quindi saranno diverse da raccomandata a raccomandata.

I diversi codici identificativi e il loro significato

Il Codice 689 sta a significare un avviso di pagamento che può essere una cartella esattoriale spedita dall’Agenzia delle Entrate per multe, contravvenzioni, tasse e altre sanzioni. Nel caso in cui si trovi nella cassetta della posta un avviso di giacenza che riporta tale codice identificativo è bene recarsi il prima possibile presso l’ufficio postale e ritirare la raccomandata, per evitare spiacevoli sorprese.

Nell’ultimo periodo, è bene ricordare che, tale codice viene utilizzato anche dall’Istituto nazionale di previdenziale sociale (Inps) per riferire l’estratto conto assicurativo dei dipendenti pubblici. Attenzione però perché se il codice è 6895 l’Inps potrebbe richiedere il recupero di una somma superiore rispetto a quella dovuta e accreditata indebitamente nella pensione o nell’assegno sociale oppure informarvi della mancanza di un allegato, nel caso in cui avreste inoltrato all’ente una domanda come il bonus bebè, giusto per fare un esempio. Non meno preoccupanti gli avvisi che riportano i codici 6656, 6657 e 6659 in quanto iniziando tutti con il prefisso 665 possono stare a significare diverse cose. 

Nella maggior parte dei casi riguarda una comunicazione della compagnia assicurativa ma in realtà lo stesso prefisso viene anche utilizzato dall’Inps o dalla banca e oltre a contenere semplici comunicazioni può anche riguardare un sollecito di pagamento, una contravvenzione o un rimborso fiscale. L’avviso di giacenza che riporta una raccomandata con codice identificativo 648 non è una buona notizia perché riguarda una comunicazione proveniente dall’Agenzia delle Entrate che ha magari verificato un’anomalia, ad esempio nella dichiarazione dei redditi.

La raccomandata e come ritirarla

Se fino a qualche a tempo fa l’avviso di giacenza che trovavamo nella cassetta della posta poteva avere colori diversi, utili anche al fine di individuare il destinatario oggi non sembrano altro che un semplice scontrino bianco, tipo quello della spesa, difficile anche da individuare tra la tanta corrispondenza. Nonostante dai codici identificativi si possa avere un’idea del destinatario, nel momento in cui si riceve un avviso di giacenza la cosa migliore da fare è recarsi, il prima possibile, presso l’ufficio postale e ritirare la tanto temuta raccomandata. Sull’avviso è indicato l’ufficio nel quale recarsi, il giorno e l’ora in cui è possibile eseguire il ritiro.

La raccomandata va ritirata entro un mese altrimenti poi viene rispedita al mittente e la giacenza è gratuita per i primi cinque giorni mentre poi, dal sesto al trentesima giorno, prevede un costo di 0,52 centesimi di euro. Se siete destinatati diretti della raccomandata e siete impossibilitati a ritirarla personalmente potete delegare un familiare o un amico però in questo caso occorrerà compilare un modello che verrà fornito da un dipendente dell’ufficio postale e in cui andranno inseriti i dati anagrafici propri e quello della persona delegata. Il modello andrà infine firmato dal delegante.

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