Tether: l’audit KPMG è storico, ma il cuscinetto è già in calo del 40%

L’audit KPMG senza riserve sui bilanci 2025 di Tether International certifica che, al 31 dicembre 2025, le riserve superavano le passività di 6,814 miliardi di dollari. Il dato più recente racconta però un’altra storia: al 30 giugno 2026 il cuscinetto era già sceso a 4,110 miliardi, il 40% in meno in sei mesi. Per il mercato delle stablecoin il problema non è più l’esistenza delle riserve, ma la loro capacità di restare solide sotto stress.

Cosa ha certificato davvero KPMG

KPMG U.S. ha emesso un giudizio senza riserve sui bilanci 2025 di Tether International, S.A. de C.V., la società con sede a El Salvador che emette USDT. È la prima revisione contabile completa nella storia di Tether: non un’attestazione periodica delle riserve, ma una verifica su bilancio, conto economico, flussi di cassa, transazioni, sistemi, registri di proprietà, valutazioni e controparti. Nella prassi di revisione, il giudizio senza riserve è la forma più positiva che un revisore indipendente possa emettere.

Per l’oro, il controllo è andato oltre i report dei custodi: sono stati contati e ispezionati fisicamente i lingotti detenuti dalla società. Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha definito il passaggio “un momento decisivo per l’industria delle stablecoin” e ha respinto l’idea che un audit completo non fosse realizzabile.

Il cuscinetto si è ridotto di 2,7 miliardi in sei mesi

La fotografia certificata da KPMG è datata 31 dicembre 2025. L’attestazione BDO al 30 giugno 2026 riporta riserve eccedenti le passività per 4,110 miliardi di dollari: 2,705 miliardi in meno, una riduzione di quasi il 40% rispetto ai 6,814 miliardi dell’audit.

DataRiserve eccedenti le passivitàFonte del dato
31 dicembre 20256,814 miliardiAudit KPMG
30 giugno 20264,110 miliardiAttestazione BDO
Variazione-2,705 miliardi (-39,7%)Calcolo su dati delle fonti

Il margine resta positivo: al 30 giugno 2026 le attività totali erano 187,751 miliardi contro passività di 183,642 miliardi, con un’incidenza del 2,24% sulle passività complessive. Nel primo semestre 2026 Tether ha registrato un risultato finanziario negativo di 3,171 miliardi di dollari, compensato solo in parte da 943 milioni di movimenti di capitale.

C’è una divergenza contabile da tenere d’occhio. L’attestazione BDO riporta come dato comparativo al 31 dicembre 2025 un patrimonio netto di 6,338 miliardi, inferiore di 476 milioni rispetto ai 6,814 miliardi comunicati da Tether dopo l’audit. BeInCrypto cita una differenza di circa 480 milioni, partendo da un surplus di 6,34 miliardi. Senza un prospetto di riconciliazione puntuale, il perimetro esatto delle due cifre resta da chiarire.

Audit delle riserve di stablecoin: monete d'oro su bilancia e grafici in calo sullo skyline finanziario
L'audit KPMG certifica le riserve di Tether, ma il cuscinetto finanziario cala del 40% in sei mesi.

Perché la composizione delle riserve conta più della certificazione

La solidità di USDT non dipende soltanto dall’esistenza delle riserve, ma dalla qualità e liquidità degli attivi. Al 30 giugno 2026, Treasury Bill USA e reverse repo a breve rappresentavano 140,6 miliardi di dollari, il 74,9% delle attività totali; l’oro fisico valeva 18,838 miliardi, il 10%.

CategoriaValore al 30 giugno 2026Incidenza sulle attività
Treasury Bill USA114,961 miliardi61,2%
Reverse repo overnight18,626 miliardi9,9%
Reverse repo a termine6,993 miliardi3,7%
Oro fisico e metalli preziosi18,838 miliardi10,0%
Bitcoin5,802 miliardi3,1%

I Treasury Bill USA con durata media inferiore a 90 giorni sono la componente principale. L’oro, verificato da KPMG lingotto per lingotto, è una riserva reale ma esposta alla volatilità dei prezzi. BeInCrypto indica proprio l’oro fisico come possibile causa del restringimento del cuscinetto, visto che l’oro spot è sceso oltre il 20% dal massimo di gennaio.

Il rischio si sposta dalla trasparenza alla liquidità

La conseguenza più importante dell’audit è culturale prima che finanziaria: il mercato non deve più chiedersi se le riserve dichiarate esistano, ma quanto rapidamente possano diventare dollari in caso di richieste massicce di rimborso. Con una capitalizzazione di USDT vicina a 183 miliardi di dollari, una crisi di fiducia si trasmetterebbe a exchange, piattaforme di lending e protocolli DeFi che usano la stablecoin come valuta di regolamento.

La pressione normativa rende il tema più urgente. Con l’avvicinarsi della finalizzazione delle regole federali sulle stablecoin, indicate come GENIUS Act, l’attenzione si sposta su liquidità, esposizione alle controparti e capacità di rimborso. Come segnala BeInCrypto, il giudizio senza riserve non affronta direttamente questi aspetti e Tether non ha ancora pubblicato i bilanci completi, le note e la composizione integrale delle riserve.

La lettura per livelli aiuta a collocare la notizia. Il primo livello, l’esistenza delle riserve, è certificato. Il secondo, la liquidità, è rassicurato dalla quota del 74,9% in Treasury e reverse repo, ma, sottraendo il 74,9% dal totale, il restante 25,1% delle attività è esposto a oro, Bitcoin, azioni e prestiti garantiti. Il terzo, il cuscinetto patrimoniale, è positivo ma si è ridotto di quasi il 40% in sei mesi: non è una prova di fragilità, ma rende la prossima attestazione e l’eventuale pubblicazione dei bilanci firmati il vero banco di prova. Finché i numeri restano comunicati e non documenti integrali, il mercato può verificare la promozione, non ancora l’intera struttura.

Il giudizio KPMG sposta lo standard del settore, ma non congela il rischio: il cuscinetto si è già ridotto prima che l’audit venisse annunciato. La prossima verifica non sarà più sull’esistenza delle riserve, ma sulla leggibilità della loro evoluzione trimestre dopo trimestre.

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