Treasury al 5% e Btp al 4,38%: le tre cause dietro il sell-off globale

Il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha rotto la soglia del 5%, toccando il 5,02%: per FinanzaOnline è il livello più alto dal 2007, per Il Sole 24 Ore il massimo dal 2023. Il punto, però, non è il record in sé. La vendita dei titoli di Stato non nasce solo dal rally di petrolio e gas, ma da una riprezzatura del rischio sovrano che investe anche il Btp decennale, salito al 4,43% prima di ripiegare al 4,38%.

Energia, inflazione e debito: tre spinte che si sommano

Il sell-off non ha una causa sola. Tre fattori si sovrappongono e si rafforzano a vicenda, e spiegano perché il movimento coinvolga indistintamente Treasury, Bund e Btp.

  • Energia: ai nuovi rialzi di petrolio e gas si affiancano i timori di nuove pressioni sui prezzi.
  • Inflazione: il core Cpi pubblicato venerdì è cresciuto dello 0,3% su base mensile, che in proiezione equivale a un 3,6% annuo; i future assegnano al rialzo dei tassi Fed una probabilità del 90% in vista della riunione del 16 settembre, la prima stretta dal luglio 2023.
  • Debito pubblico: il debito federale americano ha raggiunto i 40 trilioni di dollari il mese scorso, senza che l'amministrazione abbia messo in campo misure per ridurre il deficit; la promessa di un "dividendo" da 5.000 dollari a ogni cittadino adulto potrebbe costare più di 1 trilione.

Il presidente della Fed Kevin Warsh arriva all'appuntamento dopo aver abolito la forward guidance e aver usato un linguaggio abilmente vago. Il rischio, secondo la lettura di FinanzaOnline, è che un contrasto troppo flebile all'inflazione finisca per alimentare la corsa dei prezzi al consumo.

Wall Street sorpassa i Treasury: 2,8% del Pil contro 2%

Il dato che misura meglio il cambio di gerarchia arriva dall'analisi di Deutsche Bank sui dati del Tesoro statunitense, ripresa dal Financial Times: nell'anno concluso a giugno i flussi internazionali verso le azioni Usa hanno toccato in media il 2,8% del Pil americano, contro il 2% destinato ai Treasury. È la prima volta in questo secolo — fuori dai brevi periodi della pandemia e della crisi finanziaria globale — che l'azionario supera i titoli di Stato: un valore superiore del 40%, calcolato sul rapporto tra 2,8 e 2.

Grafici finanziari in calo e monete d'oro sullo skyline di un distretto degli affari, sell-off globale sui bond
Il sell-off globale sui bond rialza i rendimenti tra vendite diffuse e riprezzatura del rischio sovrano.

Wall Street è del resto avviata al quarto anno consecutivo di guadagni a doppia cifra, trainata dall'intelligenza artificiale. "Il bilancio del settore privato americano è in forte espansione, mentre quello del settore pubblico continua a peggiorare", riassume George Saravelos, responsabile globale della ricerca FX di Deutsche Bank.

Il Btp sale con il Bund, non contro: lo spread resta sotto i 90 punti

Il decennale italiano rende il 4,38% a fine giornata, con un picco a 4,43%, e il Bund tedesco il 3,51%: lo spread si attesta a 87 punti base, che FinanzaOnline vede avvicinarsi a quota 90. Rispetto ai 57 punti toccati a fine gennaio, il differenziale si è allargato di circa 30 punti base. Il rialzo del Btp, quindi, è trainato dal movimento globale sui tassi più che da un giudizio negativo sull'Italia.

Su quanto possa durare, Phoebe White, head of US Rates Strategy di Ubs, avverte che "lo spazio per una discesa dei rendimenti a lunga scadenza appare limitato in assenza di segnali di debolezza dell'economia reale".

Cosa cambia per mutui e rifinanziamento del debito

Il costo dei mutui a tasso fisso negli Stati Uniti ha superato il 7%, agganciato a un trentennale salito al 5,32% dal 4,83% di inizio anno: 49 punti base in più in poco più di otto mesi. Il Sole 24 Ore registra un picco a 5,35%, la stessa soglia che ad agosto aveva spinto il segretario al Tesoro Scott Bessent ad annunciare un raddoppio delle operazioni di buyback sui titoli a lungo termine.

Per BlackRock "i titoli di Stato non sono più così privi di rischio come un tempo", come osserva James Turner, responsabile del reddito fisso globale per l'area EMEA. Il tema non riguarda solo gli Stati Uniti: con il Bund al 3,51% e i governi chiamati a rifinanziare i titoli in scadenza e a finanziare deficit crescenti, il costo del debito pubblico sale ovunque. E il mercato, oggi, sembra prezzare questo più della geografia dell'emittente.

Fonti

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.