Truffa Diamanti Banche: Indagati, Rimborsi, Cosa Fare e Ultime Notizie

I diamanti sono da sempre considerati come un bene di lusso e un possibile investimento per il futuro. È quanto proposto da una serie di banche e da due società di diamanti a circa 22 mila clienti tra i quali sono presenti anche vip. Le ultime notizie probabilmente ti hanno sconcertato. La guardia di finanza su richiesta della procura di Milano ha effettuato un sequestro di beni pari a 746 milioni di euro a fine preventivo, data l’apertura di un’indagine che riguarda i fatti avvenuti tra il 2012 e il 2016 concernenti una serie di investimenti suggeriti dalle banche ai proprio clienti. Perché si parla di truffa di diamanti? Quali sono gli indagati? E cosa puoi fare nel caso che fai parte di quegli investitori? Di seguito cercheremo di chiarire gli eventi e le conseguenze di tale notizia.

Le indagini della procura di Milano

Le indagini della procura di Milano hanno portato a rivelare l’esistenza di accordi tra due società venditrici di diamanti, la Internetmarket Diamond Business spa e la Diamond Privete Investment Spa e le banche BPM, Unicredit, Intesa San Paolo, Mps e Banca Aletti. I reati per cui i sette soggetti sono stati posti sotto indagine riguardano la truffa aggravata, l’autoreciclaggio e corruzione tra privati.

Secondo le indagini svolte dalla procura di Milano la IDB e la DPI avrebbero spinto i clienti delle banche ad acquistare diamanti a fine di investimento, esagerando i valori degli stessi e producendo quotazioni non veritiere sul loro reale andamento del mercato. In questo procedimento tendente quindi a raggirare l’investitore, intervenivano le banche che erano a conoscenza dei falsi numeri proposti e che come intermediari invitavano i loro clienti a effettuare acquisti in quella direzione.

A riprova della tesi accusatoria vi sono una serie di intercettazioni telefoniche e di documentazioni interne delle banche indagate nel quale si dimostra la consapevolezza che gli ‘investimenti in diamanti proposti dalle società IDB e DPI non fossero vantaggiosi per i clienti. Inoltre si è riscontrato che per favorire tale forma di investimento le suddette società avrebbero elargito sotto forma di voucher regalo o regali di natale, per un ammontare di quasi 100.000 euro, alcuni funzionari di queste banche. Tra gli indagati vi è anche il direttore generale del Banco BPM Murizio Faroni. Basta considerare che nel caso del Banco BPM dopo gli accordi sottoscritti con la IDB le commissioni sulle vendite dei diamanti sono salite dal 5% al 24%.

Come comportarsi

Gli investitori raggirati sono tantissimi. Tra questi figurano anche nomi importanti come Vasco Rossi che avrebbe investito quasi due milioni di euro, Simona Tagli e Federica Panicucci. Nel caso in cui tu sia uno di coloro che ha deciso di investire in diamanti attraverso la tua banca e le IDB o la DBI sarà possibile ottenere il rimborso di quanto speso. È ciò che ribadisce il Codacons. I rimborsi saranno effettuati in modo che in qualità di consumatore potrai essere risarcito dell’eventuale danno che ti è stato arrecato. 

Prima però che ciò avvenga sono necessarie una serie di considerazioni.
Infatti il 10 gennaio è stato dichiarato dal Tribunale di Milano il fallimento della Intenetmarket Diamond Business spa. Tra i beni posti all’interno della procedura fallimentare vi sono anche i diamanti che erano presenti nel caveau della società e quelli presso terzi. In base alla procedura si dovrà aspettare la data dell’8 marzo. Entro tale termine potrai effettuare la domanda di insinuazione allo stato passivo come creditore della società fallita in modo da avere la restituzione dei beni posti sotto controllo del curatore fallimentare. In questo caso la rivendica non riguarda un credito ma un bene che era in possesso della società fallita al momento della dichiarazione di fallimento.

Per quanto concerne invece i diamanti posti sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria riguardanti quelli presenti nelle cinque banche e in possesso dell’altra società la Diamond Business Spa, sarà necessario attendere i tempi di chiusura delle indagini e l’intervento del custode giudiziario che verrà nominato al fine di restituire i beni sequestrati.
La tempistica non è molto rapida. Puoi però considerare le ultime notizie che appaiono molto favorevoli per ciò che riguarda i rimborsi. Intesa San Paolo, Unicredit e Mps hanno già iniziato ad intervenire con i rimborsi nei confronti dei clienti truffati attraverso una serie di mediazioni. Meno intenzionate in questo senso sembrano invece le altre due banche coinvolte nell’indagine BPM e Banca Aletti.

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