La resistenza tedesca all'ingresso di Unicredit in Commerzbank non è svanita: si è convertita in un negoziato a condizioni. Il ceo di Unicredit Andrea Orcel ha incontrato il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil in un colloquio definito "costruttivo" da entrambe le parti, a due anni dall'avvio della campagna su Francoforte. Berlino non può più contrastare lo status quo — Piazza Gae Aulenti detiene il 49,65% dei diritti di voto — e prova a strappare garanzie presentabili all'elettorato. Per Orcel è l'avvio di una trattativa lunga.
Le cinque condizioni di Berlino e il nodo delle due poltrone
Klingbeil ha messo sul tavolo le richieste del governo federale, tutte finalizzate a tenere Commerzbank ancorata alla Germania. Le condizioni sono cinque.
- Quotazione in Borsa: Commerzbank deve restare una società per azioni quotata.
- Sede a Francoforte: la sede principale non si sposta.
- Credito alle Pmi tedesche: la banca deve continuare a finanziare il Mittelstand, anche attraverso la rete internazionale delle filiali.
- Tutela dell'occupazione: i dipendenti, oltre 40.000 secondo Klingbeil, devono essere considerati in una fase di incertezza.
- Due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza: lo Stato federale è secondo azionista e vuole mantenere la sua presenza.
Il quinto punto è il più delicato. Le due poltrone impedirebbero a Orcel di azzerare il consiglio di Commerzbank e di nominare consiglieri inclini a dare il via libera al piano "Commerzbank Unlocked". Un accordo con Berlino, però, sbloccherebbe l'integrazione e aprirebbe la strada al controllo del board già all'assemblea in programma ad aprile 2027. Orcel ha parlato di un primo colloquio "proficuo e costruttivo", "a cui ne seguiranno presto altri", aggiungendo che ora "spetta a entrambe le parti riflettere su questo primo incontro".
La fusione inversa con Hvb, la strada che aggira le obiezioni
Bank of America indica una soluzione: una fusione inversa in cui sia Commerzbank ad acquisire Hvb, la controllata tedesca di Unicredit con sede a Monaco di Baviera, a fair value. Per gli analisti dell'istituto, questa reverse bid porterebbe Unicredit a circa il 70% dell'entità combinata senza esborso di cassa, mentre la quota dello Stato tedesco si diluirebbe fino a circa l'8%. Sede a Francoforte e quotazione resterebbero al loro posto, e due delle richieste più identitarie di Berlino sarebbero soddisfatte. Bank of America ha anche alzato il target price su Unicredit a 113 euro per azione dai precedenti 100, confermando la raccomandazione "Buy".
Il meccanismo risponde a un problema concreto: secondo Il Messaggero, Unicredit è "al picco di consumo di capitale" con la sua partecipazione in Commerzbank, pur conservando la capacità organica di generare capitale. Quotidiano.net giudica invece "infondata" l'ipotesi che Unicredit lanci una nuova offerta o metta altro capitale sul piatto per conquistare le minoranze.
I numeri che spiegano perché Unicredit insiste
Il divario industriale tra le due banche rende l'operazione conveniente per Piazza Gae Aulenti.

| Voce | UniCredit | Commerzbank |
|---|---|---|
| Capitalizzazione | 127 miliardi | 45,5 miliardi |
| Attivi totali | 784 miliardi | 590 miliardi |
| Utile netto 2025 | 11,1 miliardi | 2,6 miliardi |
| Ricavi | 24,2 miliardi | 12,2 miliardi |
| Cost-to-income | 38% | 57% |
| Return on tangible equity | 19,2% | 8,7% |
| Dipendenti | 75.000 | 37.621 |
I dati comparativi della tabella sono ripresi dal confronto pubblicato da Advisor Online su dati 2025; non provengono dalle altre fonti giornalistiche citate in questo articolo.
Tre rapporti rendono l'idea. UniCredit vale in Borsa 2,79 volte Commerzbank (127 diviso 45,5). L'utile netto è 4,27 volte quello tedesco (11,1 diviso 2,6). Sul cost-to-income, il gruppo italiano è più efficiente di 19 punti percentuali (57 meno 38). Il piano di Unicredit prevede circa 7.000 riduzioni di personale in Commerzbank, senza licenziamenti nelle filiali commerciali: su 37.621 dipendenti fanno il 18,6%, mentre sul totale "oltre 40.000" citato da Klingbeil scendono al 17,5%. La ceo di Commerzbank Bettina Orlopp ha dal canto suo annunciato 6.900 uscite entro il 2030.
Le fonti divergono su un punto: FIRSTonline indica la quota dello Stato tedesco al 12,7%, mentre Advisor Online e Il Messaggero la indicano al 12%. Divergono anche sul numero dei dipendenti: ANSA, FIRSTonline e Quotidiano.net riportano "oltre 40.000", Advisor Online 37.621.
Cosa cambia con l'integrazione
Il gruppo combinato avrebbe oltre 1.300 miliardi di euro di attivi in due delle principali economie dell'Eurozona, con una quota di mercato dell'8,5% in Germania. La somma dei due attivi dichiarati dalle fonti — 784 più 590 — dà in realtà 1.374 miliardi, un valore superiore ai "oltre 1.300" indicati: la differenza suggerisce che la cifra del gruppo combinato sia una stima e non un semplice aggregato. La Bce dovrebbe autorizzare entro ottobre il superamento del 30% in Commerzbank e, in caso di fusione, il nuovo gruppo non nascerebbe prima del 2029.
La pressione politica interna spiega l'apertura di Berlino: FIRSTonline parla di una "batosta" rimediata in Sassonia-Anhalt, Il Messaggero della vittoria degli estremisti di Afd in Sassonia. Da qui la richiesta di garanzie spendibili davanti all'elettorato, che sposta il terreno dello scontro dalla politica all'industria.
Il termometro dell'operazione non è l'intesa politica, ma il calendario. Se la Bce si pronuncia entro ottobre e l'assemblea dell'aprile 2027 cambia il board, la fusione con Hvb diventa la strada più corta per integrare Commerzbank. Il 2029 indicato per la nascita del nuovo gruppo dice però che i tempi industriali restano più lunghi di quelli politici.
Fonti

Dario Valentinai, laureato in Economia e Commercio, è l’autore dei contenuti del blog resricerche.it. Esperto nel campo dell’economia e delle finanze che si occupa di scrivere contenuti informativi e approfonditi sui temi legati ai conti correnti, ai prestiti e ai mutui. Grazie alla sua competenza e conoscenza approfondita delle dinamiche finanziarie, è in grado di analizzare le ultime tendenze del mercato e di fornire consigli utili per aiutare i lettori a prendere decisioni informate riguardo alle proprie finanze personali.
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